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GIANCARLO CUGNATA (GRANDE SUD) SUL DISSESTO ECONOMICO DI COMISO
21 Gen 2012 12:59
“Il dissesto del Comune di Comiso è una pagina buia nella storia di questa città, che è sempre stata attiva ed ha avuto una certa economia. Questo nuovo status non depone certo a favore della collettività, sebbene le responsabilità di questo risultato risiedano non certo nell’elettorato.
Più volte abbiamo chiesto di superare il dissesto, attraverso un’interlocuzione non solo con gli Stati Generali, ma più specificatamente con i creditori per tentare ogni via alternativa possibile.
Siamo stati tra i sostenitori del rinvio della seduta del Consiglio comunale nella quale si doveva procedere al dissesto perché speravamo che, nei dieci giorni di sospensione, la Regione potesse intervenire in maniera forte ed efficace. Ma non c’è stato alcun segnale. Del resto cosa ci potevamo aspettare da una Regione che non riesce ad approvare neanche il proprio bilancio e che naviga a vista, con un esercizio provvisorio, danneggiando l’intera Sicilia?
E però ci tocca prendere atto della situazione e del dissesto che il Comune, obtorto collo, ha oramai dichiarato. Non possiamo che auspicare che Comiso venga fuori dal dissesto che, con tutte le nostre forze, avevamo cercato di evitare per non far pagare ai cittadini con tasse e balzelli le colpe altrui e per ripianare i debiti.
La politica deve ripartire da questo dato e i distinguo registrati dai vari Gruppi consiliari nella vicenda, fanno presagire che i cartelli politici e partici fin qui conosciuti sono destinati inesorabilmente a mutare.
Come Grande Sud ci facciamo carico di aprire ad altri soggetti politici che si rivedono nel “Patto di Consultazione” che abbiamo lanciato assieme a La Torre e Progresso Sud, per creare, come dice il ns. leader Gianfranco Micciché, un nuovo contenitore politico che abbia come riferimento “la grande casa dei moderati” anche assieme all’Udc che in questi giorni soffre particolarmente.
Nella ns. città c’è bisogno di una buona amministrazione che deve tener conto di tutti gli errori fatti dal 1998 ad oggi, ovvero da Digiacomo in poi. Rivolgo un appello a tutte le forze politiche e sociali per cominciare a dibattere sulle soluzioni per un futuro prossimo migliore della nostra amata Comiso”.
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