Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
Ato Ambiente, sindaco Cassì propone di lasciare soltanto presidente liquidatori, ma da alcuni sindaci arriva stop: “Rischio manovre elettorali”
04 Ott 2020 16:38
Se ne parli dopo i turni elettori che stanno riguardando la provincia di Ragusa (oggi e domani a Ispica e poi nelle prossime settimane a Vittoria). E’ questo il garbato suggerimento che è arrivato da alcuni sindaci iblei nel corso dell’ultima riunione dell’Ato Ambiente (una decina di giorni fa) dopo che il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che è anche il presidente della Srr, ha proposto il taglio del collegio dei liquidatori dell’Ato Ambiente ma contestualmente ha avanzato un’altra proposta, quella di mantenere, tra i tre attuali liquidatori, soltanto il presidente del collegio liquidatori, cioè Giancarlo Cugnata.
Se sulla riduzione dei costi, con il conseguente taglio del collegio dei liquidatori, i sindaci hanno mostrato unità di intenti, sulla seconda proposta è arrivato un deciso stop con la richiesta di parlarne dopo le elezioni. Perché? Presto detto. Cugnata non è infatti solo il presidente del collegio dei liquidatori dell’Ato Ambiente, ma è anche il commissario provinciale di Forza Italia, un partito dunque di Centrodestra che non è di certo distante dalla compagine politica proprio del sindaco Cassì. Cugnata ha inoltre un incarico presso la Regione che lo porta a Palermo per più giorni a settimana. E molti sindaci, anche se non in modo esplicito, si sono chiesti se questa proposta avanzata da Cassì, oltre ad avere una valenza politica proprio a pochi giorni dai turni elettorali, fosse davvero funzionale considerato il fatto che l’unico liquidatore che resterebbe ha una carica politica di un certo peso. Da qui l’invito a soprassedere e a parlarne dopo il turno elettorale.
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