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Panucci: la Champions vista da chi l’ha vinta due volte in due squadre eccezionali
18 Ago 2020 18:13
Panucci sa bene cosa significhi Champions e, dettaglio non da sottovalutare, sa cosa significhi vincerla. L’ex terzino di Milan, Real Madrid e Roma, fra le altre, in un’interessante intervista ha analizzato questa competizione talmente affascinante da non perdere mai di attrattiva e ha presentato spunti interessanti.
La stanchezza mentale
Con lucidità, umiltà, ma senso della misura Panucci sostiene fermamente che il Milan e il Real Madrid in cui ha vinto la Champions avrebbero tranquillamente vinto anche la competizione 2019/2020. Del resto il “suo” Milan fu quello che anche senza Baresi e Costacurta si impose sul Barcellona di Crujiff e il suo Real Madrid, invece, quello che portò la septima in suolo madrileno. Il giocatore riconosce allo stesso modo che la stanchezza mentale possa effettivamente danneggiare, a volte anche il più forte. L’insidia è dietro l’angolo e a volte l’entusiasmo prevale sul tasso tecnico e sull’esperienza, ma solo a volte ovviamente. Per tutta l’Europa il 2020 è stato un anno particolare sia a livello fisico, con tante pause e tante partite con un caldo torrido, sia a livello mentale, con la consapevolezza di dover ricominciare tutto a breve. Già ufficializzata infatti la data della prima giornata di Serie A: il 19 settembre, anche se in realtà sarà la Nazionale di Mancini, al 10 agosto fra le prime sette favorite alla vittoria del prossimo Europeo secondo le scommesse calcio a quota 13,00, a scendere in campo prima di tutti in occasione delle partite di Nations League di settembre.
La forza del gruppo
Un altro concetto espresso da Panucci, che può legarsi molto a quello relativo alla stanchezza mentale, è la solidità del gruppo. Se ne parla spesso, ma talvolta sembra più un termine pronunciato o scritto senza davvero crederci. Panucci, tra le righe, sottolinea l’importanza nell’unione nello spogliatoio e lo fa indirettamente citando la finale del ‘98 contro la Juventus. All’epoca il giocatore indossava la “camiceta blanca” del Real e i madrileni non alzavano la Champions League da 32 anni. Dato non da poco, la Juventus era assolutamente la favorita: la rosa bianconera contava infatti nomi come Zidane, Del Piero e un giovanissimo Inzaghi, inoltre fu il numero “10” bianconero a vincere il titolo di capocannoniere di quel torneo. Ebbene, la finale di quella UEFA Champions League ’97-’98 sbugiardò tutti i pronostici e vide trionfare il Real Madrid per 1-0 con un goal di Mijatovic al minuto 66’. Panucci cita proprio il “gruppo” come il fattore che fece fare il salto di qualità alla squadra nel giorno più importante e permise agli spagnoli di portare la septima a Madrid.
Resta la competizione più affascinante per molti aspetti ed è forse la competizione con maggiore qualità. La Champions League raccontata da chi l’ha vinta più volte e con maglie diverse diventa ancora più accattivante.
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