Panucci: la Champions vista da chi l’ha vinta due volte in due squadre eccezionali

Panucci sa bene cosa significhi Champions e, dettaglio non da sottovalutare, sa cosa significhi vincerla. L’ex terzino di Milan, Real Madrid e Roma, fra le altre, in un’interessante intervista ha analizzato questa competizione talmente affascinante da non perdere mai di attrattiva e ha presentato spunti interessanti.

La stanchezza mentale

Con lucidità, umiltà, ma senso della misura Panucci sostiene fermamente che il Milan e il Real Madrid in cui ha vinto la Champions avrebbero tranquillamente vinto anche la competizione 2019/2020. Del resto il “suo” Milan fu quello che anche senza Baresi e Costacurta si impose sul Barcellona di Crujiff e il suo Real Madrid, invece, quello che portò la septima in suolo madrileno. Il giocatore riconosce allo stesso modo che la stanchezza mentale possa effettivamente danneggiare, a volte anche il più forte. L’insidia è dietro l’angolo e a volte l’entusiasmo prevale sul tasso tecnico e sull’esperienza, ma solo a volte ovviamente. Per tutta l’Europa il 2020 è stato un anno particolare sia a livello fisico, con tante pause e tante partite con un caldo torrido, sia a livello mentale, con la consapevolezza di dover ricominciare tutto a breve. Già ufficializzata infatti la data della prima giornata di Serie A: il 19 settembre, anche se in realtà sarà la Nazionale di Mancini, al 10 agosto fra le prime sette favorite alla vittoria del prossimo Europeo secondo le scommesse calcio a quota 13,00, a scendere in campo prima di tutti in occasione delle partite di Nations League di settembre.

La forza del gruppo

Un altro concetto espresso da Panucci, che può legarsi molto a quello relativo alla stanchezza mentale, è la solidità del gruppo. Se ne parla spesso, ma talvolta sembra più un termine pronunciato o scritto senza davvero crederci. Panucci, tra le righe, sottolinea l’importanza nell’unione nello spogliatoio e lo fa indirettamente citando la finale del ‘98 contro la Juventus. All’epoca il giocatore indossava la “camiceta blanca” del Real e i madrileni non alzavano la Champions League da 32 anni. Dato non da poco, la Juventus era assolutamente la favorita: la rosa bianconera contava infatti nomi come Zidane, Del Piero e un giovanissimo Inzaghi, inoltre fu il numero “10” bianconero a vincere il titolo di capocannoniere di quel torneo. Ebbene, la finale di quella UEFA Champions League ’97-’98 sbugiardò tutti i pronostici e vide trionfare il Real Madrid per 1-0 con un goal di Mijatovic al minuto 66’. Panucci cita proprio il “gruppo” come il fattore che fece fare il salto di qualità alla squadra nel giorno più importante e permise agli spagnoli di portare la septima a Madrid.

Resta la competizione più affascinante per molti aspetti ed è forse la competizione con maggiore qualità. La Champions League raccontata da chi l’ha vinta più volte e con maglie diverse diventa ancora più accattivante.

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