DENUNCIARE I MEDICI NON GIOVA A NESSUNO

E’ tempo, il nostro, in cui è giusto che ogni cittadino avverta l’obbligo morale e civile di denunciare i disservizi, le cose che non funzionano. La denuncia, però, deve proporsi l’obiettivo di collaborare alla soluzione dei tanti problemi che travagliano la nostra società.

Se, invece, la denuncia è fatta per diffidenza, per tornaconto, per rabbia, senza il rispetto dell’altro, visto solo come la “contro parte”, allora la denuncia è solo deleteria, rovinosa, non risolve i problemi, ma li moltiplica.

Ogni giorno, in questa estate, abbiamo letto in varie testate: “Otto, dieci, quaranta Medici indagati per malasanità.”

A mio avviso, indagare i Medici non risolve i problemi della sanità, che hanno ben altre cause e, soprattutto nascono dall’obbligo di tagliare la spesa; il tam tam degli organismi della stampa servono solo a “distruggere” la fiducia nel Medico, la sua dignità, la sua professionalità, un tempo considerata una missione. Certo è possibile l’errore, ma è l’eccezione.

Io diffido, tu diffidi, noi diffidiamo e si crea un clima di tensione che danneggia il Medico e il paziente; il Medico, costretto a stare sulle difensive, perde la sua sicurezza, si sente a disagio, può sbagliare per la paura di sbagliare; il paziente vive senza la certezza di essere aiutato a risolvere i suoi problemi di salute di essere in buone mani. Scuola e Sanità sono istituzioni che possono raggiungere i loro obiettivi, educare e dare salute ai malati solo se il clima di azione è sereno, scaturito da rapporti interpersonali di stima e fiducia reciproca. Se il malato diffida del Medico e, addirittura, pensa che possa morire per incuria, disattenzione, inesperienza, incompetenza , il clima creato dalla denuncia diventa un boomerang per il malato stesso.

Lo sappiamo: la morte è un evento che non riusciamo ad accettare, crea dolore e rabbia e tutti siamo empaticamente vicini alle persone colpite da decessi inaspettati, imprevisti e improvvisi. Bisogna, però, riflettere, non lasciarsi aizzare da avvocati avidi di soldi, che attraverso martellante pubblicità, offrono “gratis”, la loro difesa e spingono ad accendere contenziosi contro la sanità.

Chiediamo, è un nostro diritto, e aspettiamo gli accertamenti della magistratura e delle ASP, per conoscere l’iter diagnostico terapeutico.

Appuriamo la verità e, se i risultati confermano i nostri dubbi, allora parliamo di malasanità. Il ragionamento vale anche per i mezzi di comunicazione di massa.

Prof.ssa Loggia Maria Concetta

(Dirigente Scolastico in pensione)

 

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