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“E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPENSARNE LA PRESENZA”
03 Ago 2011 15:12
“L’Università rappresenta una risorsa per il territorio. Ma occorre fare un’attenta e seria riflessione sul futuro della formazione d’eccellenza in provincia di Ragusa”. E’ il segretario dell’Ust Cisl Ragusa, Enzo Romeo, a portare avanti una valutazione a 360 gradi sul destino delle facoltà fino allo scorso anno accademico presenti nell’area iblea, inserendosi nel dibattito sviluppatosi da qualche giorno a questa parte.
“Partiamo da una certezza. E cioè – aggiunge Romeo – che oggi l’Università costituisce un costo non da poco per la cittadinanza. E in tempi come questi, considerate le difficoltà con cui fanno i conti gli enti locali, tali da mettere a rischio anche i servizi primari come il sostegno alle categorie bisognose, bisognerebbe interrogarsi se il gioco valga la candela, se, cioè, l’impegno sia tale da giustificare i costi. Beninteso, la presenza universitaria, per una realtà che crede nello sviluppo, è di fondamentale importanza, sinonimo di crescita e della necessità di investire per il futuro. Soprattutto dei giovani. Dalle nostre parti, però, per quanto riguarda l’offerta formativa, non si è mai fatto chiarezza sino in fondo, nel senso che era impensabile cercare di emulare i grandi Atenei siciliani, per cui occorreva focalizzare l’attenzione su alcuni corsi di laurea che potessero esprimere in qualche modo la vocazione del territorio. Questo percorso, sino ad un certo punto, è stato seguito. Poi, però, è prevalsa la logica del campanile, quella di attivare una facoltà in ogni Comune.
E, stando così le cose, si è assistiti ad una sorta di involuzione di cui, ancora oggi, paghiamo le conseguenze. Non entro nel merito della qualità dell’offerta formativa, non è il mio compito, ma è chiaro che, sul fronte della quantità, per lo meno rispetto a quanto accaduto in passato, qualcosa occorre dirla. Scandalizzarsi eccessivamente per le scelte compiute dall’Università di Catania, significa non avere ben chiaro le potenzialità che la nostra realtà oggi è in grado di esprimere, potenzialità che, purtroppo, in assenza di fondi, sono ridotte al lumicino. Occorre ripensare la presenza universitaria in provincia di Ragusa. E speriamo che il Consorzio universitario ibleo possa seguire il metodo del confronto e della concertazione per ricercare nuove strade e consolidare quella che, al momento, costituisce una presenza ridotta al minimo. Ad ogni modo per noi della Cisl è fondamentale che qualunque soluzione vada nella direzione della salvaguardia dei livelli occupazionali oltre che del miglioramento delle condizioni di utilizzo del personale”.
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