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Contrasto allo sfruttamento del lavoro, Usb Ragusa critica la FlaiCgil
27 Mag 2019 11:50
“Per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo non servono ‘tavoli’, ma far rispettare le leggi denunciandone le violazioni”. Così l’Usb Ragusa che critica la FlaiCgil.
“Apprendiamo con stupore e interesse- scrivono- che finalmente la FlaiCgil scende in campo per contrastare i fenomeni di sfruttamento lavorativo diffuse nel nostro territorio. Bene, l’Usb sarà a fianco di questa organizzazione nella difesa dei diritti dei lavoratori agricoli tutti. Ma leggendo il lungo comunicato della FLAI alcune cose non tornano : come fa un sindacato, che dovrebbe tutelare gli interessi dei lavoratori, a proporre un tavolo con gli imprenditori, gli stessi che sfruttano i lavoratori? E ancora, questo “tavolo” di cosa dovrebbe discutere? Su cosa dovrebbe trattare? Sui diritti dei lavoratori? Sulle paghe?”
“Vorremmo ricordare agli amici della Flai Cgil- aggiunge l’Usb Ragusa- che su queste questioni ci sono solo leggi da fare rispettate, contratti nazionali da fare applicare. Su queste questioni non si tratta.n Non è arrivato il momento della trattativa ( come propongono gli amici della CGIL) ma è arrivato il momento della lotta. Non possiamo più assistere al fenomeno di lavoratori trattati come schiavi . Non possiamo ancora far finta di niente quando addirittura le tutele previste dall’art. 600 del C.P. vengono addirittura depotenziate a scapito dei lavoratori”.
“Invitiamo quindi la Cgil- scrivono- a lasciare perdere i tavoli ed a scendere con noi nelle campagne, nelle aziende che sfruttano. Invitiamo la Cgil tutta a rivedere il blando atteggiamento di contrasto allo sfruttamento in tutti gli ambiti di lavoro, del pubblico e del privato, dell’ agricoltura e dell’ industria. Invitiamo la Cgil a scendere in piazza creando insieme a noi l’inclusione nella lotta contro ogni forma di sfruttamento in ogni settore del mondo del lavoro. I padroni sono la controparte , non sfugga mai di mente questa idea, la controparte si tiene a debita distanza e mai più che oggi visto che è responsabile della devastazione di ogni forma di patto sociale con il mondo del lavoro sempre più tendente all’unilaterale interesse del profitto datoriale. Solo la lotta paga”.
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