«Se siamo ormai a un passo dal via libera definitivo per la realizzazione del raddoppio dell’autostrada Ragusa-Catania è senz’altro merito della bontà degli argomenti che la Regione Siciliana ha saputo portare sui tavoli romani. La nostra idea di chiedere al concessionario di mantenere nell’Isola il domicilio fiscale in modo da acquisire risorse da destinare, attraverso i Comuni interessati, alle fasce sociali sociali più bisognose è stata apprezzata e sblocca, di fatto, la realizzazione di una infrastruttura che risulterà fondamentale in un’area dove sorgono tantissime aziende agricole».
Così il governatore siciliano Nello Musumeci commenta l’esito della riunione del pre-Cipe di oggi a Roma,
In rappresentanza della Regione c’era presente l’assessore all’Economia Gaetano Armao. Nonostante i rilievi mossi dal ministero dell’Economia e delle Finanze sulla sostenibilità finanziaria dell’opera, infatti, il progetto è stato ritenuto ammissibile. E questo grazie a una delibera della Giunta dello scorso 3 gennaio con la quale Palazzo d’Orleans si è impegnata «ad avvalersi in parte delle risorse fiscali, derivanti dalla contribuzione del concessionario, da destinare ai Comuni interessati per il sostegno dei costi tariffari autostradali in favore di cittadini disagiati, lavoratori e studenti pendolari, secondo condizioni e limiti finanziari da concordare».
Una posizione ribadita in una nota trasmessa al ministro per il Sud e suggellata dalla richiesta avanzata alla “Sarc Srl”, concessionaria dal novembre del 2014 della realizzazione dell’autostrada e della gestione del collegamento viario Ragusa-Catania, di «trasferire e mantenere il domicilio fiscale in Sicilia e a non esercitare sino al termine della concessione l’opzione per il regime del consolidato fiscale».
«Sento il bisogno – conclude il presidente della Regione Siciliana – di esprimere un forte apprezzamento per la disponibilità e l’attenzione che hanno mostrato i ministeri del Sud, dei Trasporti e lo stesso Cipe. Si è trattato di un confronto portato avanti sempre con toni costruttivi come dimostra il grande risultato raggiunto oggi».
Dovrà adesso essere il Comitato interministeriale per la programmazione economica, nella seduta fissata per il prossimo 4 aprile, a fornire il parere decisivo.
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