Salvini sblocca i fondi, ma a Ragusa la protesta non si ferma: “Solo briciole, noi restiamo qui”

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La protesta non si ferma. Anzi, dopo il vertice di Milano tra il ministro Matteo Salvini e le associazioni dell’autotrasporto, dalla provincia di Ragusa arriva una risposta netta: i presidi rimangono e la mobilitazione continua. A contrada Arizza, nel territorio di Scicli, gli agricoltori hanno deciso di non smobilitare, giudicando insufficienti le misure annunciate dal Governo.

«Come previsto, la montagna ha partorito il topolino!» È il commento degli organizzatori del presidio, che contestano la portata degli interventi economici annunciati dal ministro. Secondo i manifestanti, le risorse sbloccate finirebbero per favorire soprattutto le grandi flotte dell’autotrasporto, mentre le piccole imprese continuerebbero a incontrare difficoltà e il settore agricolo sarebbe rimasto completamente escluso dal confronto.

A Scicli, però, la protesta ha una caratteristica precisa: non è soltanto quella dei trasportatori. A chiarirlo è Marcello Guastella, uno dei rappresentanti di “Territorio che resiste” e del presidio di contrada Arizza, contattato da RagusaOggi. “Noi abbiamo aderito alla mobilitazione promossa dal Comitato Trasportatori Siciliani di Totò Bella, ma rappresentiamo soprattutto agricoltori e artigiani. Il ministro Salvini non ha preso minimamente in considerazione il settore agricolo. Per questo noi continuiamo”. Una distinzione importante rispetto alla posizione che assumerà il Comitato Trasportatori Siciliani dopo il confronto con il Governo. Anche nell’eventualità di una sospensione della protesta da parte degli autotrasportatori, gli agricoltori ragusani intendono mantenere la mobilitazione. “Siamo in contatto con Totò Bella e attendiamo le sue valutazioni, ma la nostra vertenza è diversa. Noi siamo agricoltori e i nostri problemi non hanno ricevuto alcuna risposta”, spiega Guastella. Il presidio di contrada Arizza resta dunque operativo, così come gli altri punti di mobilitazione agricola presenti in Sicilia, tra cui Gela e Caltagirone. “In questo momento siamo ad Arizza e stiamo discutendo come proseguire. Rimaniamo qui e valuteremo nuove iniziative“, conferma il rappresentante dei manifestanti. Il timore espresso dagli organizzatori è che, senza un intervento rivolto anche alle piccole imprese e all’agricoltura, la tensione possa ulteriormente aumentare. Il vertice di Milano, dunque, non chiude la protesta in provincia. Per agricoltori e artigiani della provincia, la partita con il Governo resta ancora tutta aperta.

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