Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Fondazione di Comunità Val di Noto: un corso per 70 docenti a Modica
28 Set 2017 12:59
“C’era una volta” … La fiaba resta un momento alto della vita, che fa ritrovare attorno a simboli e figure da cui apprendere sapienza per la vita. “La chiave d’oro”, per come è collocata nelle varie edizioni delle raccolte di fiabe dei fratelli Grimm, vuole dare il senso che hanno le favole. Una fiaba con cui si è aperto il corso di formazione per insegnanti promosso insieme dall’Istituto comprensivo “Santa Marta-Ciaceri” e dalla Fondazione di comunità Val di Noto e collocato nell’ambiente bello della Casa don Puglisi, ha registrato la partecipazione di 70 insegnanti (ma anche questa volta con altre richieste e nella prima sera con tante altre presenze). Una fiaba, “La chiave d’oro”, che racconta la vita, che deve misurarsi con tanto freddo come accade al protagonista che deve uscire a cercare legna perché c’è freddo e fuori c’è la neve. Una necessità, ha commentato Antonio Sichera (docente di lettere nell’Università di Catania), come i bisogni che tutti conosciamo nella vita. Ma dentro questa necessità di apre uno spazio di libertà: il ragazzo decide, in modo un poco illogico, di non tornare a casa e accendere un fuoco. Per questo scava e arriva alla terra, arriva a ciò che sta sotto, a ciò che è essenziale. E trova un piccolo scrigno: l’essenziale è invisibile agli occhi, l’essenziale è nell’ordine della piccolezza, l’essenziale ci fa ritrovare piccoli. Ed ecco che pensa – meglio “crede” – che, laddove c’è uno scrigno, ci sarà un tesoro e cerca la chiave. La trova: una piccola chiave d’oro. Gira “felicemente” e … la fiaba ci lascia con lo stupore di quello che sarà dentro ma che resta non detto. Perché l’importante è aver creduto e aver trovato la propria chiave, l’importante è ritrovare la fede in un tempo di tanta rassegnazione e la propria via in un tempo di tanto appiattimento. *“E così, con i bambini, impariamo a ricominciare: loro sono i nostri maestri!”* – ha concluso Sichera dopo aver fatto vibrare rigo dopo rigo, partendo dal testo tedesco, la fiaba. Ma come sostenere la crescita dei nostri bambini? *“Spegnendo la tv e raccontando le fiabe”* – ha detto Marcella Fragapane, esperta in linguaggi artistici e narrativi, da 12 anni presente a Modica in tanti momenti formativi e nel pensare alle feste della città come momenti di crescita. Ha parlato con il cuore, e molti si sono commossi: *“Dobbiamo rallentare, dobbiamo chinarci ai piedi dei nostri bambini, dobbiamo con loro immedesimarci nelle fiabe e dobbiamo con le fiabe farli crescere nutrendo il cuore, donando l’essenziale e non semplici beni materiali che non danno felicità. Dobbiamo con loro e per loro “esserci”, “occhi negli occhi”. Perché, ancora, le fiabe? Perché tutti i dolori della vita sono più sopportabili se inseriti in una storia, diversamente la vita diventa una sequenza intollerabile di eventi”. *E ancora: *“Vogliamo rendere adulto il bambino mentre noi restiamo infantili, e invece dobbiamo essere adulti e lasciare che il bambino sia se stesso, ci doni la sua meraviglia”*.
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