CULTRERA: NON SI PUO’ FAR DEMAGOGIA COI PROBLEMI DELLA GENTE

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“Non lo sfratto, ma la demagogia è una sconfitta per lo stato sociale” – replica il presidente dello Iacp, avv. Giovanni Cultrera, al Sunia ibleo in merito alle notizie relative agli sfratti eseguiti e in corso di esecuzione in tutti i comuni della provincia da parte dello Iacp.

“O ci si crede nella legalità – continua Cultrera – o tutto rimane vuota retorica, demagogia del peggiore politichese. Ciò che mi stupisce, però, è il fatto che il Sunia ha fatto parte, per ben dieci anni, del Consiglio di Amministrazione dello Iacp, per cui deve chiedersi, appunto, cosa è stato fatto in quegli anni, quanti sfratti di abusivi sono stati eseguiti, quante morosità sono state ripianate, quanti interventi manutentivi sono stati effettuati e quanti alloggi sono stati costruiti. Ci dica il Sunia qual è stato il contributo che ha dato in dieci anni di amministrazione dello Iacp”.

Son d’accordo con il Sunia – chiosa Cultrera – quando afferma che la “questione degli abusivi e dei morosi dell’istituto case popolari è molto vecchia quanto lo stesso Iacp”, tant’è che questo Consiglio di Amministrazione, purtroppo,  ha ricevuto in eredità dal passato una situazione davvero tragica e se non si fosse ricorso ai ripari, intendo al ripristino della legalità, al principio del diritto, al rispetto delle regole, oggi, avremmo un Istituto collassato e sull’orlo del fallimento con le ovvie conseguenze.

Ogni sfratto eseguito non è uno sconfitta per lo stato sociale, come asserisce il Sunia, ogni sfratto eseguito è, invece, il ripristino del rispetto delle regole e della legalità in uno stato civile e democratico. Questo Consiglio di Amministrazione – ha concluso Cultrera – sin dal suo insediamento (settembre 2008 – ndr)) ha avuto una gran da fare per rimettere a posto tutti quegli ingranaggi che la politica e le passate amministrazioni – purtroppo – avevano fatto arrugginire: dal ripristino della legalità che ha restituito a tante famiglie altrettanto bisognose e rispettose delle legge una casa, al recupero delle morosità che ammontavano a oltre 20 milioni di euro, alle manutenzioni degli alloggi, ridotti moltissimi in tuguri, alla ricerca di finanziamenti e alla ricerca di zone per la progettazione di costruzione di alloggi popolari in tutti i comuni della provincia.

Certo, c’è moltissimo ancora da fare perché nessuno possiede la bacchetta magica e perché quarant’anni e più d’inerzia e di speculazioni di certa politica, non possono essere sanati in tre anni di amministrazione di questo Consiglio.

I dati, in tutti i sensi, di questa Amministrazione sono sotto gli occhi di tutti, sono veri e tangibili e non sono né discorsi mistificatori, né tantomeno demagogia che, si sa e com’è noto, di tanto in tanto utilizza qualcuno per ritagliarsi un posto in prima fila. Io e il mio Consiglio, quotidianamente, con dirigenti, funzionari e impiegati siamo in Istituto per risolvere i variegati e molteplici problemi, per cui tempo per “babbiare” non ne resta, consentitemi il termine nostrano e seppure, di tanto in tanto, sentiamo il latrato di qualche cane che vuole abbaiare alla luna, lo faccia pure, alla fine, però, ciò che contano sono i fatti e non le chiacchiere che non hanno mai riempito la pancia a nessuno.

Si potrebbe fare certamente di più e meglio se tutti gli assegnatari si mettessero in regola con il canone di locazione o mostrassero la buona volontà di voler ripianare le loro posizioni debitorie. Si sappia che l’unica fonte dell’Istituto sono i canoni di locazione che, oltre ad essere un dovere per ciascuno, è un fatto morale nei confronti di coloro che sono  puntigliosi, dimostrando d’essere cittadini onesti e perbene”.    (g.d.)   

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