A Vittoria alcuni cani randagi nuovamente liberi. L'assessore tranquillizza - Ragusa Oggi

A Vittoria alcuni cani randagi nuovamente liberi. L’assessore tranquillizza


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A Vittoria alcuni cani randagi nuovamente liberi. L’assessore tranquillizza
Attualità
14 novembre 2017

In merito alle recenti ordinanze che hanno disposto la reimmissione di alcuni cani sul territorio è intervenuto l’assessore alla Tutela Animale Gianluca Occhipinti.

“Abbiamo avviato un percorso, partendo da zero – spiega Occhipinti – per affrontare il randagismo e contrastarne l’aumento. Il percorso avviato prevede, in base alle prescrizioni di legge, anche la reimmissione dei cani docili, sterilizzati e microcippati nel territorio comunale. Su questa base già alcuni esemplari, controllati e monitorati dagli istruttori cinofili e di indole mite e perfettamente compatibili in un contesto urbano, sono stati reinseriti nel territorio in diverse zone. Sono facilmente riconoscibili poiché hanno un collarino rosso o arancione e hanno tutte le caratteristiche per divenire cani di quartiere.  Da un anno a questa parte abbiamo lavorato intensamente per sistematizzare un settore difficile e con molti ritardi. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti  che le attuali leggi in vigore ci consentono intraprendendo un percorso di sterilizzazioni:  siamo passati dall’essere fanalino di coda della provincia a uno dei primi, e più apprezzati, Comuni.

Inoltre le giornate per la sterilizzazione e la microchippatura degli esemplari sono aumentate passando da due a tre e abbiamo approvato il primo regolamento per i diritti degli animali in città. Abbiamo, appena insediati, collaudato il rifugio di contrada Carosone che mancava anche di queste procedure basilari e abbiamo fatto in modo che all’interno vi siano istruttori cinofili e non solo i volontari. Ringrazio per l’impegno profuso gli uffici comunali e la dirigente, l’associazione e Michele D’Agati e i tanti vittoriesi che stanno adottando dal rifugio.Siamo convinti, però, che per eliminare il problema del randagismo occorra uno scatto culturale della città evitando abbandoni, sterilizzando i propri esemplari e inserendo i microchip. C’è  ancora tanto da fare ma tanto è stato fatto in poco tempo”

 


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