Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
VITTORIA: LUMINOGRAFIA E RAZIONALIZZAZIONE DELL’ENERGIA
27 Ago 2013 14:36
Nella Sala degli Specchi di Palazzo Iacono si è svolto ieri mattina un incontro tra Dario Gulino, energy manager del comune di Vittoria, e Gaspare Di Caro, artista italo-brasiliano luminografo.
“Si sono incontrati – spiega Gulino – la tecnica del risparmio energetico e l’art de luz, cioè l’arte della luce. Abbiamo, infatti, instaurato una collaborazione finalizzata alla effettuazione di studi di risparmio energetico sul territorio per l’illuminazione di edifici di pregio storico e di zone della città. Laddove, infatti, l’illuminotecnica fallisce per gli elevati costi di realizzazione e di mantenimento, con l’uso di proiettori della potenza di circa 1000 W, cioè quanto un fono per capelli, è possibile illuminare un intero edificio di prestigio storico-culturale a costi molto più bassi. Inoltre, per progetti di questo genere non necessità alcuna autorizzazione da parte della Soprintendenza ai beni culturali in quanto trattasi di una tecnica non invasiva come è, invece, l’illuminotecnica. L’artista Di Caro, innamorato delle bellezze della città quali, ad esempio, il Teatro comunale, ha spiegato che con l’Art del Luz, ossia con la luminografia, attraverso le banali tecniche della lanterna magica o della camera oscura, utilizzata da grandi come Caravaggio o Leonardo, è possibile illuminare in modo artistico e permanente qualunque edificio, per rilevarne i dettagli”.
“Quest’arte – ha dichiarato Gaspare Di Caro – mi ha permesso di illuminare edifici in tutto il mondo, come il Cristo Redendore di Rio de Janeiro, e di ricevere vari riconoscimenti; tra questi, il recente Ragusani nel Mondo”.
Cinzia La Greca
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