Violenza sessuale aggravata in spiaggia a Marina di Ragusa in piena estate: giovane a processo

Violenza sessuale ai danni di una quindicenne, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di strumenti di effrazione, una tranciacavi. I fatti erano avvenuti a Marina di Ragusa in piena estate, il 27 luglio del 2024 in spiaggia. Lei, con amiche e famiglia in vacanza. Ad un certo punto, nel tardo pomeriggio, lui avrebbe aggredito all’improvviso la ragazza baciandola in bocca e mettendole le mani addosso, un approccio sessuale, l’aveva palpeggiata. La ragazza aveva cercato di respingere riuscendo poi a spintonarlo, aiutata anche dall’intervento di persone presenti sulla spiaggia. Il padre di lei allora aveva chiamato le forze dell’ordine, aveva atteso l’arrivo dei carabinieri sul lungomare e al loro arrivo aveva indicato il presunto responsabile di quanto accaduto.

Lui, un tunisino che all’epoca aveva 31 anni se ne stava in spiaggia con una borsa frigo di birre accanto, circondato da altre persone. Identificato, veniva invitato a prendere le sue cose e a seguire i militari in caserma. Poi il tentativo di fuga, con un lungo inseguimento a piedi tra le vie di Marina finché il 31enne non è stato raggiunto e fermato dai carabinieri. 

Il ragazzo era stato arrestato per violenza sessuale aggravata perché commessa ai danni di una quindicenne e, al momento della convalida, assistito dall’avvocato Massimo Garofalo, aveva parzialmente ammesso i fatti sostenendo di averle dato un bacio sulla guancia, una pacca sul sedere e di non conoscere l’età della ragazza. L’arresto venne convalidato e per l’uomo, che risiede a Santa Croce, scattò l’obbligo di presentazione ai carabinieri. Poi la richiesta di rinvio a giudizio. Il legale del tunisino ha chiesto, davanti al gip Ivano Infarinato, che il processo venga definito con rito abbreviato. La ragazza non si è costituita parte civile. Ammesso il rito abbreviato, l’udienza è stata rinviata per discussione al prossimo 2 ottobre. 

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