Vendemmia 2020, calo fino a 60% a Trapani e Palermo a causa del caldo torrido di agosto

Il caldo torrido di agosto ha inflitto un duro colpo in Sicilia alla vendemmia 2020, che sembra deludere le aspettative e fa prevedere un bilancio “fortemente in rosso” nella parte meridionale del Trapanese, dove le condizioni meteo non favorevoli di quest’anno hanno anche portato a un anticipo di 10-15 giorni della fase di raccolta, mentre nel Palermitano le perdite sulle rese sono piu’ contenute rispetto alla media.

La qualita’ delle uve, al contrario, appare piu’ alta. Le stime di qualche settimana fa, spiega la Confederazione italiana agricoltori (Cia), facevano ben sperare ma nelle zone di Marsala, Mazara, Campobello, Salaparuta e Poggioreale il calo di produzione tocca il 60%.

“Colpa – afferma l’organizzazione – della totale assenza di piogge in alcuni mesi invernali, come gennaio e febbraio, e del caldo torrido registrato nella parte finale di luglio e poi nel mese di agosto, che ha fatto diminuire drasticamente il peso dei grappoli. Il caldo e’ stato preceduto, tra giugno e luglio, anche da un massiccio attacco di peronospera, che ha ulteriormente abbassato le rese – soprattutto per le uve coltivate in regime biologico – gia’ condizionate dalla ‘vendemmia verde’, il provvedimento varato dal ministero che ha imposto, a chi ne ha fatto richiesta, la distruzione di parte del raccolto a fronte di un contributo per la grave crisi del settore causata dalla pandemia”. Tra i vitigni piu’ colpiti da questa concatenazione di eventi sfavorevoli Nero d’Avola, Syrah e Merlot, meglio e’ andata al Grillo e al Catarratto.

“Trapani, la provincia piu’ vitata d’Europa, quest’anno si presenta sul mercato ‘zoppa’ di una parte consistente della sua abituale produzione. E’ comunque andata meglio sul versante nord orientale, nel triangolo compreso tra Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi, dove non si e’ registrato l’attacco di malattie fungine e l’esposizione ai venti ha mantenuto un clima piu’ favorevole alla crescita dei grappoli, nonostante anche da queste parti l’inverno e la primavera sono state avare di piogge.

In questa zona si registra un calo medio del 10% rispetto al raccolto del 2018”. Nelle terre confinanti della provincia palermitana, come Partinico e San Giuseppe Jato, le rese sono calate del 30% mediamente. “Ci aspettavamo una annata diversa, piu’ produttiva, visto che la vendemmia del 2019 aveva gia’ dato risultati non buoni”, spiega Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale. “Anche in Veneto – aggiunge Cossentino – la produzione e’ stata fortemente condizionata, soprattutto dalle recenti piogge e grandinate. A questo punto, il calo di produzione generalizzato non solo nella nostra regione, dovrebbe favorire la lievitazione dei prezzi, ancora troppo bassi per consentire ai produttori di ricavare un profitto oltre la copertura per i costi di produzione”

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