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Uscito “Repubblica a chiamata diretta. Premierato e deriva plebiscitaria” il nuovo saggio di Pietro Gurrieri accende il dibattito
06 Apr 2026 18:09
È disponibile in libreria e sulle principali piattaforme editoriali il nuovo volume di Pietro Gurrieri, *Repubblica a chiamata diretta. Premierato e deriva plebiscitaria*, pubblicato da Edizioni Bonanno.
Il libro si inserisce nel solco di una riflessione ormai consolidata dell’autore sui processi di trasformazione della forma di Stato e della forma di governo in Italia, rappresentando un ulteriore tassello di un percorso di ricerca che negli anni ha già affrontato, con approccio critico e sistemico, temi centrali come l’autonomia differenziata e le riforme della giustizia.
In questo nuovo lavoro, Gurrieri propone un’indagine ampia e articolata che intreccia diritto costituzionale, storia delle istituzioni e analisi comparata. Il punto di partenza è rappresentato dalle radici del parlamentarismo italiano, da cui prende avvio una riflessione che conduce fino all’attuale progetto di revisione costituzionale sul cosiddetto “premierato”.
Al centro dell’analisi vi sono alcuni snodi cruciali del dibattito istituzionale contemporaneo: il rapporto tra legittimazione democratica e concentrazione del potere esecutivo, le possibili ricadute sul ruolo del Presidente della Repubblica e sugli equilibri tra gli organi costituzionali, la trasformazione del rapporto fiduciario tra Governo e Parlamento e, infine, il rischio di una deriva plebiscitaria della forma di governo.
Il volume non si limita a ricostruire il confronto politico e parlamentare, ma offre una lettura critica delle dinamiche sistemiche che tali riforme potrebbero innescare. In particolare, viene evidenziato come il rafforzamento del vertice dell’esecutivo sia destinato a incidere profondamente sulla rete dei contrappesi costituzionali e sulla stessa idea di rappresentanza democratica.
Di particolare interesse è anche l’Appendice, dedicata all’analisi della recente proposta di legge elettorale. Gurrieri la esamina come uno strumento capace di operare in sinergia con il premierato, contribuendo a ridefinire, anche indirettamente, la struttura complessiva della forma di governo.
Ne emerge un quadro complesso, nel quale le riforme istituzionali non appaiono come interventi isolati, ma come parti di un disegno più ampio, potenzialmente in grado di incidere in maniera significativa sull’assetto della democrazia costituzionale italiana.
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