Tornano a splendere gli affreschi della chiesa bizantina di San Nicolò Inferiore di Modica


Tornano a plendere gli affreschi della chiesa bizantina di San Nicolò Inferiore a Modica. Le pitture parietali, grazie ai lavori di restauro finanziati dal FAI, rivedono dunque la luce e rientrano nel progetto “I luoghi del Cuore”.

30.226 persone che hanno scelto di votare San Nicolò Inferiore come proprio luogo del cuore in occasione del 10° censimento promosso dal FAI.

Tutto questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di associazioni culturali, gruppi di lavoratori, scuole, istituzioni pubbliche.

In particolare, sono state le associazioni culturali “Centro Studi sulla Contea di Modica” e “Associazione Culturale VIA” a costituire un comitato in cui sono confluite associazioni e gruppi con l’unico intento di salvare questo prezioso monumento dal degrado e di valorizzarlo per le future generazioni.

Nel 2021, la chiesa di San Nicolò Inferiore ha raggiunto il sesto posto nel censimento del FAI.

L’associazione culturale “Centro Studi sulla Contea di Modica”, proprietaria del Bene, ha potuto così partecipare al Bando che il FAI lancia dopo ogni censimento per richiedere un intervento di notevole urgenza di recupero degli affreschi e ha ottenuto un finanziamento di 19 mila euro.

Di origine medievale e, forse, la più antica tra le chiese cittadine, sopravvissuta a terremoti, inondazioni e ai bombardamenti del 1943, fu riscoperta casualmente nel 1987 da Duccio Belgiorno su segnalazione di alcuni ragazzi che, giocando a pallone nella piazzetta Grimaldi, avevano individuato tracce di pitture parietali all’interno di un dammuso. Nel 1993 venne acquistata grazie ad una sottoscrizione dal “Centro Studi sulla Contea di Modica” che, nel timore che il monumento appena rinvenuto andasse perduto, si è occupato, in accordo con la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Siracusa, di riportare alla luce le varie stratigrafie che testimoniano la sua evoluzione.

Il piccolo edificio, che si trovava in pessimo stato di conservazione anche a causa di usi impropri – fu utilizzato anche come magazzino -, è costituito da un ambiente di circa 45 metri quadrati e da un’abside semicircolare con affreschi medievali con al centro il Cristo Pantocratore circondato da angeli. Lungo le pareti è visibile una seduta ottenuta risparmiando la roccia calcarea in cui è scavata la chiesa. L’edificio rappresenta la traccia più evidente e conservata di architettura rupestre bizantina nell’area dei Monti Iblei ed era la chiesa parrocchiale del quartiere grecofono altomedievale della città.

L’opera sarà consegnata alla città ufficialmente il 21 gennaio.

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