Tiny house movement: pro e contro delle mini-case


Quello delle mini-case è un movimento che, ultimamente, si è fatto strada in diversi Paesi; un modo di vivere che promette benefici sia economici che ecologici a chi lo conduce.

Le mini-case sono proprietà mobili minimaliste, progettate in modo da offrire tutte le gioie della vita domestica in uno spazio inferiore a 37 metri quadri. Persino IKEA, la specialista del mobile, ha già creato la propria versione di tiny house.

Ma questo stile di vita è destinato a durare? Quali sono gli aspetti negativi del vivere in questo tipo di proprietà? In questo articolo analizzeremo i pro e i contro del vivere in una casa di questo tipo.

Mini-storia

Il Tiny house movement è attivo già da molti anni: ha radici nella controcultura statunitense degli anni ’60 e ’70. I suoi fondatori lo vedevano come una risposta alle enormi proprietà che richiedevano molto spazio, e libri come Shelter di Lloyd Kahn puntavano a informare le persone dei vantaggi della vita minimalista.

Dovettero però passare alcuni decenni prima che l’idea cominciasse ad attirare il vasto pubblico. La grande recessione (2007–2013) portò molte persone a riconsiderare lo spazio immobiliare e le micro-case divennero, di conseguenza, più popolari. Varie campagne pubblicitarie di alto livello hanno contribuito ad introdurre questo stile di vita: un casinò californiano ha persino messo in palio una mini-casa come parte di una promozione speciale, ad esempio: un grosso passo avanti rispetto ai soliti omaggi dei casinò, che spesso si limitano a dei bonus senza deposito.

L’aumento di persone che cercano di seguire uno stile di vita sostenibile ha portato a un ritorno dell’interesse sull’argomento negli ultimi anni, e i pro e contro delle mini-case stanno causando un grosso dibattito sulla possibilità che queste possano realmente rappresentare un nuovo stile di vita in costante ascesa.

Spazio

La pandemia in corso ha provocato una diminuzione dall’utilizzo di grossi spazi in varie aree. Le aziende hanno ridotto lo spazio dei loro uffici, mentre i negozi hanno investito milioni in campagne pubblicitarie online. Ma possiamo dire lo stesso delle nostre case?

Da un lato, la pandemia sembra aver aumentato la richiesta di micro-case: secondo un recente sondaggio, oltre il 50% degli statunitensi potrebbe considerarne l’acquisto, una percentuale maggiore rispetto al passato. Questo potrebbe essere un riflesso del cambio di atteggiamento nei confronti degli spazi.

Le mini-case, dopotutto, sono pensate per eliminare lo spreco di spazio che caratterizza le case tradizionali: cercano di sfruttare ogni centimetro quadrato, combinando mobili ed elettrodomestici intelligentemente e incoraggiando i proprietari a liberarsi di tutte le cianfrusaglie non necessarie.

Eppure, dall’altro lato, i compratori spesso non ponderano bene le principali limitazioni poste dalle micro-case. Come le roulotte, non possono essere larghe più di 2,5 metri, in linea con le dimensioni di una corsia autostradale. Gli ambienti interni risultano spesso soffocanti, si sporcano velocemente e diventano subito disordinati. Lavelli e credenze tendono a essere ridotti per incastrarsi meglio e i proprietari devono ingegnarsi creativamente per le dispense. Chiunque sia alla ricerca di una micro-proprietà in cui vivere deve essere assolutamente certo di non soffrire di claustrofobia!

Ma non tutti quelli che vogliono una micro-casa vogliono viverci stabilmente: l’aumento del lavoro da remoto implica che molte persone cercano semplicemente uno studio in giardino, perciò una mini-casa è anche più adatta.

Costi

L’aumento del prezzo degli immobili in molte parti del mondo ha creato incentivi per molti neo-acquirenti ed è un fattore che contribuisce alla crescente popolarità delle mini-case. Il costo di una casa “normale” fa sembrare irrisorio quello di una mini-casa; i proprietari di micro-case pagano inoltre meno tasse, usano meno energia e non hanno bisogno di eseguire molte riparazioni.

A parte questo evidente risparmio, ci sono altri costi di cui un acquirente di mini-case può non essere al corrente subito. Per cominciare, il trasporto di una micro-casa non è economico: è necessario un gancio di traino per camion e rimorchio, oltre che un appezzamento di terreno privato in cui parcheggiarla, che potrebbe includere un permesso di costruzione locale. Se vi piace davvero il terreno e desiderate rimanerci a lungo, potreste persino doverlo acquistare, a seconda del tipo di permesso.

Anche i costi energetici tendono a essere più alti. Gli elettrodomestici specifici per le tiny houses possono essere costosi, mentre molti proprietari optano per l’alimentazione con energia pulita (un pannello solare, ad esempio, può costare diverse migliaia di euro). Anche assicurare queste case, volendolo fare, spesso costa di più.

Tuttavia, anche tenendo conto di questi costi extra, una mini-casa risulta essere più economica sul lungo periodo, specialmente in Paesi dove i prezzi degli immobili sono elevati. Facendo tutti i calcoli del caso in anticipo, i proprietari si rendono conto di risparmiare.

Valore di rivendita

Se cercate una mini-casa come investimento a lungo termine, potreste rimanere delusi. Le mini-case tendono a scendere di valore, facendo parte di un mercato di nicchia. La loro popolarità può apparire alta per via della copertura mediatica ma, in realtà, il bacino d’utenza è ristretto. Sfortunatamente, bassa richiesta significa anche basso valore di rivendita.

È anche possibile che quella delle micro-case sia una moda. In questo periodo sono popolari, ma nei prossimi dieci anni? Forse un nuovo modo di vivere prenderà il loro posto.

Come proprietà per pensionati, che non hanno alcuna intenzione di rivenderla in un secondo momento, una mini-casa potrebbe essere l’investimento perfetto. Per tutti gli altri target, presenta un rischio finanziario a lungo termine.

Clima

Come già visto, le mini-case sono molto popolari negli Stati Uniti. Ma può una struttura del genere resistere a un uragano? La risposta è: probabilmente no.

Queste abitazioni sono molto più vulnerabili ai disastri naturali rispetto alle loro controparti in mattone e calce: la maggior parte di esse è capace di resistere a raffiche di vento di appena 72 km/h. Alcuni proprietari, in aree di rischio, scelgono di legare le loro case con cinghie metalliche; tuttavia, anche così, non restano molto stabili.

La soluzione è quella di scegliere una zona con una tendenza climatica stabile e magari dotarsi anche di un kit per condizioni atmosferiche estreme, per ogni evenienza.

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