TASCA MICHELE SEMPRE SUGLI SCUDI. PERCHE’ ?

Il consigliere comunale Michele Tasca (mi scuseranno il diretto interessato ed il gentile pubblico di RagusaOggi se non cito, perché non ricordo, a quale partito il suddetto aderisce “attualmente”) è diventato nuovamente assessore. Per la ennesima volta negli ultimi venti e passa anni. Anche se in questa ultima occasione la delega a Tasca affidata dal sindaco non è, ripeto, non è (questa è già una notizia) quella alla Polizia Municipale e al traffico (ma non si può escludere che il ragioniere, con quell’altissimo senso dell’arte politica che gli deve essere riconosciuta, riesca comunque a raggiungere le stanze dell’ex Consorzio Agrario per dirigere i berretti bianchi).

 

Si tratta, invero, di una delega pur sempre importante quale quella – ereditata dalla dottoressa Tumino – al bilancio et similia. Non sappiamo quanto Tasca ne capisca di Bilancio comunale, magari quanto la stessa Tumino e forse anche di più, tenuto conto del titolo di studio di ragioniere e della lunga carriera bancaria. Comunque egoisticamente ce lo auguriamo come cittadini di questa città. Ma quanto ci chiediamo, non con preoccupazione ma con un certo dubbio, è il perché il ragioniere Michele Tasca sia sempre nominato assessore. Anche in questa occasione, quando, e lo ricordiamo tutti, sono trascorsi solo pochi mesi dalla celebre lettera che i vigili urbani (non tutti per carità, ma oltre la metà e comunque sarebbe stato lo stesso se fossero stati solo un paio) mandarono al sindaco per chiedere – quasi implorare – di togliere la delega alla Polizia Municipale a quel Tasca che non sappiamo – almeno Hicsuntleones non sa (ma io non frequento il Palazzo) – cosa avesse fatto a questi dipendenti con porto d’armi che per arrivare a scrivere una pubblica lettera (ed esporsi, inevitabilmente) avranno avuti i loro buoni motivi. Sappiamo anche di una affermazione (non ufficiale, quindi da prendere in considerazione con molta cautela e pronti a ritrattarla nel caso dovesse essere documentatamente smentita dai diretti interessati) dello stesso Sindaco Dipasquale durante la recente campagna elettorale quando ad un gruppo di candidati di una o più liste che lo appoggiarono all’epoca disse che non avrebbe inserito Michele Tasca tra i candidati ad un posto nella giunta municipale. Eppure adesso Tasca è nuovamente in quella compagine amministrativa.

 

Appare evidente che non possono essere i quattrocento voti che Tasca ha quasi in dotazione ad ogni competizione elettorale ad aver convinto Nello Dipasquale a riportarlo nell’organo amministrativo, dal momento che il sindaco è stato eletto con un suffragio tanto ampio da non doversi preoccupare – nel caso un imbronciato Tasca minacciasse di diventare, per la ennesima volta, un transfuga – di perdere l’appoggio di un politico di carriera che comunque non è in grado di cambiare le sorti di una competizione elettorale alla quale il sindaco (ne siamo sempre convinti, come altre volte abbiamo scritto su queste stesse colonne) potrebbe forse partecipare di qui a breve. Sindaco che, lo ricordiamo, è attualmente il politico più importante del capoluogo nonostante la sua giovane età e le non soffici mazzate che hanno tentato di infliggergli i tanti rais della sua stessa coalizione a livello regionale e provinciale.

 

E allora cosa mai fa scattare nella mente del primo cittadino la decisione di tornare al passato? Di fornire ancora una volta una occasione ad un uomo che senza poltrona proprio non riesce a stare (se Tasca non fosse stato nominato ancora una volta assessore, alle prossime elezioni avrebbe ancora una volta raccolto i suoi tradizionali quattrocento voti? Ne dubitiamo fortemente, perché in casi come questi l’esposizione mediatica fatta di interviste e inaugurazioni diventa fondamentale). E allora perché? Forse un giorno chiederemo la cortesia al nostro direttore Portelli di porre ufficialmente la domanda al sindaco Dipasquale, per averne una risposta che non potrà certo essere “mi piace come uomo”, o, peggio “è bravo come assessore”.

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