STRASBURGO APPROVA LA RIFORMA DELLA PAC

“L’approvazione di oggi certifica la Politica Agricola Comune che vogliamo: più semplificata e testimonianza del lavoro che abbiamo svolto per risolvere le istanze e le problematiche che affligono gli agricoltori europei”. Così Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe al Parlamento europeo e relatore della PAC, commenta il voto odierno con cui l’Aula di Strasburgo ha dato il via libera alla riforma che regola l’agricoltura europea.

“Abbiamo reso gli agricoltori – continua La Via – parte attiva di una PAC efficace e dai risultati chiaramente misurabili. Il nostro intento è stato quello di mettere a punto e approvare strumenti semplici per favorire maggiore rispetto delle regole a tutti i livelli, pur non essendo ancora definito lo stanziamento di risorse di cui beneficerà la PAC”.

Con il voto di oggi, il Parlamento approva definitivamente il proprio mandato nel processo di riforma della PAC. Si tratta di un momento storico perché, per la prima volta, l’istituzione europea direttamente eletta dai cittadini ha preso parte nel ruolo di codecisore alla riforma agricola.
La Via, che è relatore del dossier che regola il finanziamento. la gestione e il monitoraggio  della PAC, sottolinea come “la semplificazione sia stata il concetto guida che ha condotto i nostri lavori”. Diversi i punti in cui si attua il principio di semplificazione: dalla modifica della domanda per accedere ai premi, che avrà validità multiannuale ma con conferma annuale, fino all’introduzione di un sistema di allerta rapido “che avvisi l’agricoltore quando sta per incorrere in sanzioni non gravi”. Questo, spiega l’eurodeputato, serve “a distinguere bene una frode da un’inadempienza. Si tratta di un grande passo avanti per tutti gli agricoltori onesti che abbiamo il dovere di tutelare, ma anche per un sistema dei controlli che andava snellito”.

Riguardo il sistema delle sanzioni relative al greening, La Via ha proposto la modifica dell’articolo 65 del testo avanzato dalla Commissione europea, per poter “garantire che le sanzioni amministrative riguardanti i pagamenti per il greening, non vadano oltre tali pagamenti e non compromettano pertanto il pagamento di base. Tale necessità – spiega – va posta ben in evidenza per evitare incomprensioni, aprendo il varco a possibili difficoltà  per gli agricoltori nella prima fase di applicazione della riforma”.

Secondo La Via, poi, “il ruolo degli Stati membri per approvare la nuova PAC sarà importante attraverso una rinnovata gestione del sistema di controllo e certificazione che conducono ad una riduzione dei tassi di errore nonché al numero dei controlli in loco, premiando così gli Stati più virtuosi”. Sul fronte dello sviluppo rurale, La Via ha fatto riferimento al cosiddetto “disimpegno automatico dei programmi di sviluppo regionale al fine di dare la possibilità per le risorse che una regione non è riuscita a spendere nel proprio Programma di sviluppo rurale (PSR), che rimangano nello Stato membro e possano essere distribuite a regioni più virtuose”.
Sul tema della trasparenza dei dati dei beneficiari dei pagamenti diretti, La Via ricorda come “ai sensi del regolamento finanziario vigente” sia obbligatoria per tutti e chiede che sia “applicata per tutti e che non ci siano appesantimenti e vincoli maggiori per gli agricoltori rispetto ai beneficiari di altri fondi europei”.

Adesso, dal 13 aprile in poi la partita si gioca sui tavoli di discussione con Consiglio e Commissione e europea. La riforma non entrerà in vigore prima del 2015, un anno dopo l’effettiva programmazione che copre un settennato, e fino a quel momento saranno prorogate le norme tutt’ora vigenti.

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