STRADA IN SALITA

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

 Discutere se la candidatura di Renzi a capo del governo non rientrava nel voto espresso da quasi tre milioni di cittadini in occasione dell’elezione del segretario del pd, come in effetti è avvenuto, è voler porsi dietro le spalle il vero e proprio problema che in effetti ritroviamo davanti e che necessita di essere quanto meno in parte portato a soluzione.

La formazione del governo ha risposto ad una logica, per così dire cencelliana, di affidamento di incarichi ministeriali onde evitare insorgenze di interne gelosie che si sarebbero, almeno teoricamente, tradotte in voti contrari nella fiducia obbligatoria per la nascita del governo.

Il reale problema, invece, è quello di intervenire nell’assetto economico e strutturale del paese per rispettare gli impegni comunitari che di giorno dopo giorno si fanno sempre più impegnativi e pressanti, specie con l’obbligo a partire dal prossimo anno di rispettare il famoso fiscal compact per la diminuzione del nostro debito pubblico di tanta elevata quantità.

In sintesi, si rende necessario rivedere la complessa struttura burocratica statale che non è una meteorite caduta inaspettatamente dal cielo ma la risultanza di specifiche richieste provenienti nel tempo da fasce economiche e popolari tradotte in termini legislativi nel corso di decenni.

Si rende altresì necessario e urgente rivedere per uniformarli tutti i centri di spesa pubblica ed eliminare quella parte di essa che risponde ad esigenze politiche di parte createsi, senza distinzione alcune fra i suoi autori, sempre nel corso degli anni.

Gli esperti calcarono che fra percentuale annuale di fiscal compact e pagamento di interessi per il debito pubblico si dovrebbero trovare ogni anno non meno di 130 miliari di euro e uno o cinque di differenza non cambia molto.

La vera capacità governativa sta proprio nell’individuare le misura e i tagli che si rendono necessari per raggiungere l’obiettivo.

I nostri politici negli interventi televisivi dicono in sostanza la stessa cosa, ma si guardano bene nell’identificare con valide e convincenti motivazioni dove dover in concreto calare la scure.

Questo compito, almeno per definizione, spetta al capo del governo e al ministro dell’economia.

Il primo con i dati a disposizione che gli mette il secondo deve poter avere la forza politica di farli approvare dai suoi ministri e dai parlamentari con la speranza o fondato convincimento che gli organismi europei si dichiarano d’accordo mettendoci sopra un timbro.

Non è per il governo un’impresa di poco conto. Deve poter prevalere la salvaguardia del bene comune e non è dato proprio da invidiare quella classe politica che sarà chiamata a scalare una montagna senza dover consultare prima il meteo per sapere se brillerà  il sole o se, invece, pioverà a dirotto.

Renzi ci è subito apparso come un populista alla ricerca, come primo obiettivo, di una base elettorale avente come primo punto di riferimento la sua persona e come secondo il partito di provenienza. Questa impresa dovrà necessariamente misurarsi con gli interventi economici e strutturali che in modo accorto non sono stati palesati il giorno dopo il suo insediamento. L’essere subentrato a Letta ad un di presso con la stessa maggioranza significa non solo cambio di cavallo ma imprimere allo stesso una velocità che la stessa Confindustria ha ritenuto necessaria sia per fare aumentare il pil ad u a percentuale più significativa e sia per rispondere alle esigenze europee che in tal senso vogliono essere assicurati.

Non a caso l’opposizione al governo si è detta responsabile e quindi per definizione sempre contraria e ciò perché vi sono senz’altro obiettivi comuni da raggiungere. Ciò esclude che una volta approvata la legge elettorale si cerca una scusa qualsiasi per andare al voto. Alle elezioni si andrà non prima di un anno e sempre che si riesca a convincere tutti i senatori a dichiarare la loro decadenza. In caso contrario non è fantascientifica l’ipotesi che si dichiari la decadenza del senato ma a decorrere dalla prossima legislatura e solo in questa ipotesi il governo rimarrà  in carica fino al 2018.

In questo quadro probabilistico bisogna inserire il ruolo che può essere svolto dai pentastellati.

I suoi elettori non segnano nel loro certificato elettorale una croce per aderire ad un’idea politica perché la loro adesione si origina da un malessere economico e strutturale che li vede colpiti giorno dopo giorno. Se le ricette governative e i risultati da esse discendenti sono in grado quando meno di diminuire o restituire una concreta fiducia di superamento del dramma che in atto realmente vivono la strada che si ha davanti sarà sempre in salita, ma meno ripida e scoscesa. La strada in piano comunque non è affatto vicina.

 

                                                                      Politicus       

          

 

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it