L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa ha pubblicato un avviso pubblico per il conferimento di incarichi libero-professionali destinati a medici in quiescenza, con l’obiettivo di rafforzare i servizi ospedalieri e garantire la continuità assistenziale. Il provvedimento è stato formalizzato con la delibera n. 563 del 14 marzo e rientra nelle azioni avviate dalla Direzione strategica per […]
SPRONATE I CITTADINI AD ANDARE ALLE URNE PER IL REFERENDUM
06 Giu 2011 09:15
Il Circolo “Il Carrubo” di Ragusa, il Circolo “Il Melograno” di Modica e il Circolo “Valle dell’Ippari” di Vittoria, tutti facenti capo a Legambiente, chiedono ai rispettivi sindaci di invitare i propri i cittadini a recarsi alle urne per il prossimo referendum sul nucleare.
Purtroppo, finora, le televisioni pubbliche e private ed i media in genere hanno boicottato il referendum sul nucleare facendo credere che non si tenesse, per evitare di raggiungere il quorum.
Il voto sul nucleare è fondamentale per tutti, anche per il futuro industriale dell’Italia e della Sicilia.
Il nucleare, precisa Legambiente, dopo i drammi di Chernobyl e di Fukushima, non solo pone ancora gravissimi problemi di sicurezza, ma è anche una fonte energetica costosa, che non abbasserà affatto la bolletta energetica nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci permetterà di rispettare la scadenza europea del 2020 per la riduzione delle emissioni di gas serra, prevista dall’accordo europeo 20-20-20. Secondo tale accordo entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici.
Invece un modello energetico innovativo, pulito, sicuro ed economico, che esclude il nucleare e che punta alla produzione di energia dalle fonti rinnovabili è il futuro della Sicilia.
Nella nostra regione, dove l’energia elettrica fossile è la più costosa di Europa , secondo il Cnr di Palermo la grid-parity è già stata raggiunta , cioè l’energia elettrica fotovoltaica già costa quanto quella fossile.
Per questo, concludono le tre associazioni di Legambiente, è importante che i cittadini si esprimano sui “beni comuni “ : non solo sul bene comune dell’acqua, per sottrarlo alle pretese speculative, ma anche e soprattutto sul bene comune della salute e dell’ambiente per sottrarci al rischio nucleare.
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