SOPRATTUTTO LE FACOLTA’ UNIVERSITARIE IN LOTTA

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Scuole medie superiori ed Università in lotta ieri anche a Ragusa in sintonia con la manifestazione nazionale a Roma. Striscioni, slogans contro il Governo Berlusconi e di conseguenza il ministro Gelmini per ciò che viene considerato un attacco finale contro la scuola pubblica e quindi a vantaggio della scuola privata. A scendere in Piazza ieri mattina, con partenza dal Viale Sicilia, poco dopo le 8 e mezza, soprattutto gli studenti delle tre università con sede a Ragusa vale a dire Agraria o per essere più esatti Scienze tropicali e sub tropicali in odore di chiusura, lingue che invece è forse per numero di iscritti la prima facoltà della Sicilia e giurisprudenza destinata ba fare la fine di medicina ormai a Ragusa definitivamente chiusa. Altro che quarto polo: “quando si tagliano i fondi per l’Università e la cultura per darli all’esercito della guerra in Afganistan o in Iraq – ci diceva uno studente di agraria – è chiaro che c’è un disegno politico teso ad affossare il nostro Paese facendolo arretrare e di molto, sia a livello europeo che mondiale”.

Diverse centinaia di studenti hanno attraversato il centro storico di Ragusa confluendo in Piazza San Giovanni per un sit-in di diverse ore e discutendo anche con la gente che si trovava a passare, dei problemi della scuola ed in particolare dell’Università, considerazioni che portavano a bocciare totalmente la politica della scuola e della cultura del Governo Berlusconi e dei ministri Gelmini e Bondi. Una giornata di lotta che si inserisce nella protesta che ormai diventa giorno per giorno più diffusa e grave per le numerose categorie, oltre agli studenti, che la mettono in atto, a dimostrazione della crisi peggiore del nostro Paese da almeno venti anni. (Franco Portelli)

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