L’Italia alza il livello di attenzione sull’Hantavirus dopo l’aumento dei casi sospetti registrati nelle ultime ore. Sono sei le persone finite sotto osservazione sanitaria, mentre il Ministero della Salute ha attivato protocolli straordinari di monitoraggio negli aeroporti, nei porti e nei principali punti di ingresso del Paese. L’ultimo caso riguarda una turista argentina ricoverata in […]
SFIGMO E FONENDO
10 Giu 2011 18:06
Sembrava una vecchia, debellata, storica malattia ma la tubercolosi (tbc) provoca 2 milioni di morti all’anno nel mondo e nove milioni e mezzo di nuovi casi di cui il 5% sono resistenti ai farmaci. Chi ha qualche anno di età ricorderà ancora quel vecchio “camper” attrezzato per fare davanti le scuole lo screening con la tubercolina e il Radiogramma od ancora chi appartiene all’epoca del servizio di leva ricorderà i cosiddetti “quattro punti della libertà (dalla naia)” sempre per scrinare i positivi alla tubercolina, che si facevano alla fine dei 12 mesi del Servizio di leva. Poi tutto questo ebbe fine, si smantellarono gli Ambulatori, si chiusero o si trasformarono i Sanatori per l’Elioterapia (uno di questi era il G.B. Odierna di Ragusa) perchè la malattia si pensava vinta.
Ora la comunità Internazionale si propone di realizzare nuovi laboratori diagnostici attrezzati e moderni, di sostenere gli aiuti nelle aree più colpite, di facilitare gli accessi ai farmaci e di mobilitare più risorse, allo scopo di debellare la malattia entro il 2050.
I contagi nel mondo sono 9.400.000 con il 55% dei casi in Asia e il 30% in Africa, con i problemi delle resistenze ai farmaci e le forme legate all’AIDS ad aggravare il quadro in specie nel Sud del Continente Africano, dove anche farmaci e test diagnostici sono difficili da reperire.
Sugli screening da effettuare ai migranti che sono giunti e continuano ad arrivare a Lampedusa c’è l’impegno dell’Ass. Russo e del Ministro Fazio, perchè la promiscuità, le condizioni igienico sanitarie e le difese immunitarie depresse sono il pabulum di cui si nutre il bacillo della tbc.
In Italia sono 4500 i nuovi casi/anno, la metà dei quali interessa stranieri e tra questi Rumeni e Marocchini rappresentano la maggioranza, seguiti da Senegalesi, Peruviani e Pakistani; c’è da considerare un sicuro sommerso di casi non denunciati o non diagnosticati. La popolazione immigrata proprio per la promiscuità e le scarse condizioni igieniche sanitarie è 10-15 volte più a rischio degli Italiani di contagio, il quale avviene per lo più nei luoghi di aggregazione, nei mezzi di trasporti e nei posti di lavoro, in specie in quelli più piccoli, meno areati e poco illuminati. Al contrario ad esempio nelle stazioni ferroviarie, per quanto frequentati da persone a rischio, la cubatura d’aria e la ventilazione, rendono il rischio quasi irrisorio; naturalmente più il contatto con il malato è ravvicinato, prolungato e ripetuto maggiore è la probabilità di contagio quindi ad esempio è più pericoloso uno scuolabus che un tram, un metro o un autobus.
La buona notizia è che alcuni ricercatori italiani hanno messo a punto un test diagnostico sul sangue che permetterà in futuro di discriminare gli infetti dai malati, facilitando lo screening e l’intervento terapeutico.
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