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SFIGMO E FONENDO


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SFIGMO E FONENDO
Sanità
9 aprile 2011 7:57

Secondo uno studio dell’Associazione dei camici Bianchi Tedeschi (Bundesarztekammer BAK) la metà dei Medici tedeschi ha l’abitudine di prescrivere placebo cioè pillole di zucchero al posto di veri farmaci. Secondo quanto emerge dall’indagine i Colleghi tedeschi sono convinti che l’uso del placebo sia efficace contro molti disturbi, in primis quelli allo stomaco e la depressione. Secondo  la ricerca “Placebo in Medicina” in Baviera l’88% dei Medici di Famiglia manda a casa i pazienti con una ricetta “speciale” e il Direttore della BAK dichiara che il placebo ha un effetto più forte e complesso di quanto si pensi, a tal punto che la stessa BAK si augura che l’uso del placebo venga insegnato all’Università per massimizzare le cure,riducendo gli effetti collaterali dei farmaci e (sic) consentendo un uso più oculato delle risorse sanitarie. Nei disturbi di stomaco il placebo funziona al 59% e nella depressione in un terzo dei casi. Ad influenzare l’efficacia del placebo  contribuiscono la dimensione ed il colore della compressa,il suo costo ed è importante la fiducia nel Medico prescrittore; eticamente però non c’è certezza sulla “legalità” della sua prescrizione e pertanto la BAK ha chiesto l’istituzione di linee Guida internazionali. Per ora,secondo i Medici Tedeschi il placebo è prescrivibile solo in blandi disturbi, ma è probabile, secondo uno studio dell’Università di Amburgo in collaborazione con quella di Oxford, che il cervello potrebbe reagire alle cure indipendentemente dai farmaci somministrati,quindi il secreto sarebbe proprio nelle aspettative che i pazienti nutrono per quello specifico trattamento. E’ importante  l’influenza del nostro cervello nel condizionare l’effetto di un farmaco, amplificandone o vanificandone gli effetti;comprendere  i  meccanismi biochimici scatenati dall’effetto placebo,vorrebbe dire chiarirne l’utilizzo grazie a doti innate del nostro organismo.

Oltre 7 anni fa, poco prima del periodo Natalizio ricevo una telefonata; mi veniva chiesto se avevo la disponibilità ad assistere un mio paziente, Cittadino Italiano residente all’estero, al quale era stata diagnosticata una sorta di Leucemia. Il paziente aveva espresso la volontà di morire a Ragusa, visto che gli erano stati prognosticati pochi mesi di vita. Anticipo la fine dicendo che il paziente è tutt’ora vivo e vegeto e non per merito mio ma perché questo ha stabilito il buon Dio;però il paziente per venire dall’estero in Italia aveva dovuto noleggiare un aereo privato con Medico ed Infermiere a bordo al modesto costo di 15.000 Euro perché nessun Medico gli ha redatto il Certificato di idoneità al volo. In più al paziente,che era anche cardiopatico, era stata somministrata una vecchia chemioterapia  cardiotossica, già all’epoca in disuso in Italia, che ne ha aggravato le condizioni cliniche. Questo  succedeva in una civilissima Nazione  Europea.

Oggi ho fatto il cronista; a voi i commenti.


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