S.CROCE, UN PAESE IN CONTROTENDENZA

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Mentre nel resto del Paese le speranze e i giovani vanno a sinistra, a S.Croce,  in controtendenza ,vanno al centrodestra  berlusconiano o almeno così ci pare. Non si spiega altrimenti l’approvazione “in toto” da parte della maggioranza di tutti i “dieci co-emendamenti” presentati dal nuovo gruppo politico, peraltro beneficiario, sin dall’esordio, dell’aula consiliare per la presentazione alla stampa ,  con l’imprimatur di un onorevole di lungo corso. Questa amministrazione ha vietato l’uso dei cartelloni in piazza e manifestato insofferenza anche per i volantini;  tanta disponibilità quindi, assieme a quanto su esposto, ci lascia perplessi e ci appare il preludio di futuri scenari politici, salvo smentite. Una cosa è certa: un progetto nuovo ed alternativo a questo centro destra , può nascere soltanto da una sinistra allargata che comprenda il PD, Sel , IDV , la società civile e quelle forze politiche che hanno preso le distanze dal  berlusconismo . Per il PD, una nuova proposta può nascere non come una sommatoria di numeri o un progetto contro, ma dal rimettere al centro della visione politica la persona nei suoi diritti e nelle attese . Questa  proposta  pone come precondizioni  imprescindibili: il rispetto delle regole, la legalità, la democrazia, l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alle legge e riannodare i fili tra politica e cittadini, coinvolgendoli nelle scelte. In questa nuova visione politica devono entrare tutte le categorie sociali e le forze vive della società, i giovani, le donne. A proposito di donne, il  pd, nei propri organismi e nelle liste, ha imposto  l’obbligo della pari rappresentanza di genere . Bisogna spezzare i legami di una politica a grappolo, di tipo familistico e di beneficenza, affidarsi a regole e valori condivisi piuttosto che a favori  da contrattare a livello personale che oltraggiano la legalità, la meritocrazia e la tenuta sociale. Alla lunga ,questa gestione personalistica impoverisce la società, lascia gli individui  sempre più soli in una società non più regolata da leggi e regole valide per tutti, ma in una giungla nella quale l’altro è l’avversario di cui diffidare. Tutto questo ed altro ancora il cammino  faticoso per “deberlusconizzare” la nostra società e riprendere  le fila di un processo democratico interrotto. Il PD, consapevole delle grandi sfide che attendono la nazione, è disponibile all’apertura  e al  dialogo costruttivo con tutti coloro che lo vorranno, privilegiando coerenza e stabilità in un progetto che, evitando ammucchiate numeriche ed “inciuci”, vada oltre le  prossime scadenze elettorali. Il  quadro politico nazionale piuttosto incerto ci consiglia di  rimandare  a settembre  qualsiasi decisione, con la speranza che i mesi estivi portino sostanziali chiarimenti. Ferma invece rimane la nostra posizione sulle questioni etiche fondamentali , sulla scelta di campo  e sulla politica di apertura. La politica locale, così come viene interpretata da  diversi giovani e non solo, ci sembra elusiva e incomprensibile, perché tralascia una netta presa di distanza dall’asse portante Berlusconi-Lega, che rappresenta la quintessenza del degrado politico e morale dell’Italia in patria e nel mondo.

                        

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