Raddoppio Ragusa–Catania, il cantiere lotto 3 si ferma: operai senza stipendio da mesi

Scatterà domani mattina, a partire dalle ore 7, lo sciopero, per l’intera giornata, dei lavoratori impegnati nel lotto 3 dei lavori di raddoppio della Ragusa–Catania, opera strategica per il territorio. La protesta è stata proclamata unitariamente da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, a fronte di una situazione che i sindacati definiscono ormai insostenibile: circa 60 lavoratori non percepiscono lo stipendio dallo scorso mese di novembre.

Alla base dello sciopero ci sono ritardi strutturali e burocratici legati al complesso avvicendamento delle imprese all’interno del Consorzio Achates, titolare dell’appalto. Un passaggio che, nei fatti, ha prodotto un blocco dei pagamenti e lasciato decine di famiglie senza reddito da mesi.

Rispondendo alla redazione di Ragusaoggi.it a ricostruire la vicenda è Dario Gulisano, segretario generale della Fillea Cgil Caltagirone-Catania. «Il Consorzio Achates – spiega – era inizialmente collegato alla Rizzani, poi a novembre è subentrata la Manelli, che a sua volta è andata in difficoltà. Successivamente, appena dopo un mese, a dicembre, è entrata la Cmc, attraverso l’affitto del ramo d’azienda. Un subentro complesso che inevitabilmente comporta problemi anche dal punto di vista burocratico».

Proprio la stratificazione societaria e la presenza del consorzio in questo appalto, secondo il sindacato, hanno appesantito ulteriormente le procedure, allungando i tempi. «In questi giorni – prosegue Gulisano – abbiamo avuto diversi incontri per capire lo stato delle cose. È evidente che, quando ci sono i consorzi di mezzo, la burocrazia diventa ancora più farraginosa. Comprendiamo che servano tempi tecnici più lunghi, ma abbiamo bisogno di notizie certe, perché i lavoratori sono senza stipendio da novembre e oggi siamo in arretrato anche con le mensilità di dicembre e gennaio».

Nel corso degli ultimi confronti, la Cmc ha manifestato una disponibilità che i sindacati giudicano un primo segnale positivo. «Ci è stato riferito – afferma Gulisano – che, una volta arrivata da Anas la presa d’atto formale del subentro della Cmc nel Consorzio Achates e quindi nel lotto 3, l’azienda si è detta disponibile ad assumere direttamente tutti i lavoratori coinvolti nell’opera. Inoltre, previa verifica con il proprio consulente contabile, la Cmc valuterà anche la possibilità di farsi carico delle mensilità pregresse».

Nonostante ciò, i sindacati hanno deciso di confermare lo sciopero. Perché? «È una risposta dovuta al territorio – sottolinea il segretario Fillea Cgil – per chiedere ad Anas e Cmc di risolvere nel minor tempo possibile tutte le pendenze burocratiche, così da permettere ai lavoratori di ricevere immediatamente lo stipendio. Questa situazione sta mortificando oggi i lavoratori e rischia di avere ripercussioni domani sull’intero territorio».

La vertenza assume un valore che va oltre il singolo cantiere. «Parliamo di un’opera centrale per la viabilità e lo sviluppo della Sicilia sud-orientale – aggiunge Gulisano –. Per questo lanciamo un grido d’allarme a tutti gli attori coinvolti: istituzioni, Regione, Anas e imprese. Con Anas il dialogo è continuo e fattivo, ma è necessario che tutti si aiutino a vicenda per uscire da questo empasse».

Pur nella protesta, il sindacato non nasconde un cauto ottimismo: «Come Fillea Cgil – conclude Gulisano – riponiamo grande speranza nella Cmc e nel piano industriale che sta portando avanti. Ma alle prospettive devono seguire risposte concrete e immediate, perché i lavoratori non possono più aspettare».

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it