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Pozzallo, maxi sequestro durante una diretta Facebook: oltre 600 prodotti contraffatti. VIDEO
31 Gen 2026 08:43
Scoperti e sequestrati oltre 600 articoli contraffatti a Pozzallo, al termine di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’attività investigativa mirata al contrasto della contraffazione di marchi e brevetti e dell’abusivismo commerciale. Un’indagine moderna, nata anche dal monitoraggio dei social network, che ha portato alla luce un vero e proprio “mercatino digitale” organizzato attraverso Facebook.
I finanzieri del Comando provinciale di Ragusa hanno individuato un profilo social riconducibile a due sorelle residenti a Pozzallo, tramite il quale venivano messi in vendita prodotti di noti marchi italiani ed esteri, palesemente falsi e proposti a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato. Una strategia studiata per attirare clienti e moltiplicare le visualizzazioni, arricchita persino da estrazioni a sorte con premi, organizzate per incentivare le condivisioni delle dirette streaming.
Le indagini della Tenenza di Pozzallo hanno consentito di risalire non solo all’identità delle due donne, ma anche alla base logistica dell’attività: un magazzino nella disponibilità di un terzo soggetto, anch’egli indagato. È proprio in un garage, trasformato per l’occasione in una sorta di negozio improvvisato, che i militari sono intervenuti nel corso di una diretta Facebook, immediatamente interrotta dalle responsabili.
All’interno sono stati rinvenuti numerosi articoli contraffatti, ordinatamente esposti su ripiani come in un esercizio commerciale: scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici, oltre ad altri prodotti la cui provenienza non è stata in alcun modo giustificata. Le successive perquisizioni domiciliari, estese alle abitazioni delle due sorelle, hanno permesso di sequestrare complessivamente oltre 600 pezzi.
Le investigazioni proseguiranno ora per ricostruire l’intera filiera del falso, individuare i centri di produzione e distribuzione delle merci e risalire alla rete dei clienti. Per questi ultimi, la normativa vigente prevede l’applicazione di sanzioni amministrative.
I tre soggetti coinvolti sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria ragusana per i reati di ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Per tutti vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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