Pozzallo: è partito il primo corso di alfabetizzazione per bambini ucraini in fuga dalla guerra


“Benvenuti nella scuola Antonio Amore!”. Con queste parole pronunciate dalla preside Veronica Veneziano, è iniziato lunedì scorso il primo corso di alfabetizzazione alla lingua italiana rivolto a venti minori provenienti dall’Ucraina e ospitati presso la struttura “Magnificat” di Modica. Il corso che si svolgerà all’interno delle mura del plesso scolastico è stato finanziato dalla Fondazione “Iolanda e Francesco Ciurciù”, nella persona del suo presidente, Giovanni Ciurciù, presente anche lui, lunedì scorso, all’arrivo dei minori. Da settembre, questi minori inizieranno l’anno scolastico fino a giugno, come i loro coetanei italiani.

Il corso si svolgerà tre volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì mattina) e si avvarrà di maestra madrelingua ucraina e del supporto di una psicologa. Mediante corsi e iniziative da tenersi in corrispondenza del periodo di chiusura delle scuole, si vuole consentire a questi minori il ritorno a una vita il più possibile “normale”, in vista di un inserimento nel prossimo anno didattico.

Grande importanza, come sottolinea la Veneziano, ricopre lo “sportello di supporto psicologico”, finanziato dalla Regione Sicilia.

“Abbiamo indubbiamente voluto premiare iniziative che potranno alleviare il disagio e le difficoltà di tanti bambini e ragazzi che possono sentirsi accolti e aiutati, come riteniamo sia doveroso – dichiara la Veneziano – Molti di questi ragazzi non conoscono neanche la lingua inglese e siamo certi che questo primo passo verso la conoscenza della lingua italiana gioverà in previsione del fatto che molti minori continueranno ad abitare in provincia di Ragusa. Lo “sportello di supporto psicologico” è un importante aiuto, che ha come obiettivo quello di supportare tutti i bambini e i ragazzi ucraini, che hanno vissuto nei mesi scorsi il disagio di lasciare la propria terra, i propri amici, e che sono stati catapultati in una realtà completamente diversa da quella che vivevano. Un disagio che lo sportello vuole colmare con personale specializzato e un percorso di reinserimento scolastico – conclude la Veneziano – che mira ad un ritorno alla vita di comunità per chi frequenta il corso”.

Il presidente della Fondazione, Giovanni Ciurciù, è stato entusiasta di partecipare a questa importante iniziativa. “Non appena la preside – ha detto Ciurciù” – mi ha contattato, non ho esitato minimamente a dire di sì a questa proposta. La Fondazione Ciurciù è sempre stata in prima linea anche nell’accoglienza di profughi ucraini, alcuni dei quali sono ospiti presso le mie abitazioni. Stiamo vivendo, purtroppo, una pagina di guerra che nessuno di noi avrebbe mai pensato di vivere e che speriamo si fermi quanto prima. Nel contempo, è la macchina della solidarietà e dell’accoglienza che è in cammino e che non può non vedere la Fondazione, attenta da sempre ai valori dell’integrazione, muoversi senza esitazioni”.

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