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Più di cento beni confiscati alla mafia nel ragusano: Modica e Pozzallo indietro sulla trasparenza
16 Set 2026 06:00
Sono 101 gli immobili confiscati alla criminalità organizzata e già destinati in provincia di Ragusa. Un patrimonio consistente, concentrato soprattutto a Vittoria, che da sola ne conta 43. Ma il nuovo rapporto di Libera riporta l’attenzione su un altro aspetto: la trasparenza.
Secondo la quarta edizione di “RimanDATI”, pubblicata il 12 settembre, Modica e Pozzallo sono infatti gli unici comuni della provincia di Ragusa destinatari di beni confiscati che non pubblicano sul proprio sito istituzionale l’elenco previsto dalla normativa.
Il quadro provinciale emerge dai dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, raccolti anche dal portale “Confiscati Bene”. Dei 101 immobili già destinati, 43 si trovano a Vittoria, 19 a Ragusa, 14 ad Acate, 11 a Scicli, 6 a Santa Croce Camerina e 4 a Comiso. Modica ne conta 2, mentre Pozzallo e Chiaramonte Gulfi ne hanno uno ciascuno.
Non si tratta di 101 edifici autonomi: nel conteggio rientrano singole unità immobiliari, terreni, appartamenti, garage, magazzini e altre particelle catastali.
Il rapporto di Libera misura invece il livello di trasparenza degli enti locali. In Sicilia sono stati monitorati 208 comuni destinatari di beni confiscati: 158 pubblicano l’elenco, mentre 50 non lo fanno. Fra questi ultimi figurano appunto Modica e Pozzallo. La Sicilia raggiunge così il 76% di comuni adempienti, ma resta sotto la media nazionale e soprattutto mostra ancora carenze nella completezza delle informazioni pubblicate.
Essere indicati come inadempienti non significa che i beni siano inutilizzati. Significa che Libera non ha trovato sul sito comunale un elenco conforme ai criteri previsti. A Pozzallo, per esempio, risultano atti e progetti riguardanti il riuso del bene confiscato di contrada Scaro. Anche a Modica esistono iniziative di riutilizzo sociale.
Il tema è tornato d’attualità proprio in questi giorni. L’11 settembre la Regione Siciliana ha approvato il decreto di riparto delle risorse 2026 destinate ai Consorzi di Comuni costituiti per la gestione e valorizzazione dei beni confiscati. Il provvedimento riguarda un fondo complessivo di 150 mila euro.
Il finanziamento, però, non va indistintamente a tutti i comuni che possiedono immobili confiscati: è riservato ai consorzi costituiti specificamente per occuparsi di questo patrimonio. E, allo stato delle fonti consultate, non risulta nel ragusano un consorzio analogo destinatario del riparto.
Pertanto, la provincia di Ragusa dispone di oltre cento beni già destinati, con Vittoria che da sola concentra il 42,6% del patrimonio provinciale, ma non emerge una gestione consortile dedicata capace di intercettare questo specifico canale di finanziamento regionale.
Il tema non riguarda soltanto la disponibilità degli immobili, ma ciò che accade dopo la confisca: destinazione, utilizzo, manutenzione e soprattutto conoscibilità da parte dei cittadini. Perché un bene sottratto alla criminalità diventa pienamente patrimonio pubblico anche quando è possibile sapere dove si trova, chi lo gestisce e quale funzione svolge.
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