Operativo lo sportello antiviolenza “Diana” aperto a Ragusa. Volontari in campo


Riunione operativa prima dell'avvio dell'attività dello sportello antiviolenza “Diana” che l'associazione “Co.Tu.LeVi” ha aperto a Ragusa grazie all'adesione, nei mesi scorsi, ad un protocollo d'intesa voluto dalla Prefettura. E' stata l'occasione per un confronto fra le forze in campo volte a venire in aiuto di chi si trova in uno stato di disagio. Sia esso personale, sia familiare, sia sociale. Lo sportello di Ragusa, ospitato presso il Centro Polifunzionale Interculturale in via Napoleone Colajanni, è una costola dell'associazione Co.Tu.LeVi con sede a Trapani e con ramificazioni in tutta la Sicilia e presenza nel Lazio. 


Anni di esperienza sul campo ha portato il sodalizio della presidente Aurora Ranno ad esportare il modello di aiuto antiviolenza dalla Sicilia occidentale a quella orientale (prossima l'apertura di due altre sedi a Siracusa ed a Caltanissetta) per fare rete in un territorio dove le vittime cominciano a rompere, seppure timidamente, il muro del silenzio. In terra iblea le istituzioni, dalla Prefettura alla Procura, dalla Questura alle forze di polizia, dall'Asp alle istituzioni scolastiche, hanno maturato e prodotto un protocollo d'intesa volto ad offrire quanto di utile può esserci nell'affrontare un fenomeno non nuovo, un fenomeno che affonda le sue radici nel tempo e per il quale oggi si reclama una rivoluzione culturale capace di coinvolgere tutta la società. Sia in famiglia che al lavoro. Lo sportello, che si avvale della collaborazione del Gruppo Volontariato Vincenziano di Scicli da 110 anni presente in provincia con aiuti agli ultimi,  è pronto a partire. 

Due giorni la settimana (martedì e mercoledì) al Centro Polifunzionale Interculturale di via Napoleone Colajanni il personale sarà aperto all'ascolto e sarà pronto all'aiuto. Nella piena consapevolezza che combattere la violenza si può, per riconsegnare dignità a chi l'ha perduta perchè vittima di una sopraffazione. Sia essa donna, sia esso bambino, sia esso adolescente, sia esso anziano. C'è bisogno di comunicare, ascoltare ed amare ma c'è anche tanto bisogno di apertura perchè il silenzio è il nemico numero uno della violenza. E' la svolta. Insieme si può per costruire un nuovo futuro. Ed i volontari, assieme alle figure professionali adatte, saranno i  facilitatori di percorsi dedicati di aiuto, nella massima e piena sicurezza, in una provincia aperta al prossimo.

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