Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
“…NZIAMAI….”
18 Set 2012 15:31
Questa vignetta mi fa sorridere e pensare…
Sorrido amaro… e penso a quanto sia giusto indignarsi già per i piccoli “misfatti”. Prima che diventino delle cattive consuetudini consolidate, delle gravi inadempienze tollerate, delle discariche a cielo aperto senza più un argine.
A primo sguardo ho pensato “vabbè sti pesci si lamentavano nel 1983, per una pipì in mare!che direbbero allora oggi, a 1 anno e mezzo di distanza da Fukushima????”
Eccola. La differenza tra noi siculi del“vabbè che ci fa” e della differenziata flessibile…e la parte di mondo che invece rispetta lo spazio comune e che differenzia seguendo correttamente i giorni di conferimento.
Ho riguardato la vignetta. Ed ho pensato che probabilmente in quell’acqua oggi pesci non ce ne sono più.
Ho fatto una breve ricerca su internet per capire meglio, e ho ricordato, leggendo qua e là, che il Giappone è sempre stato tra i Paesi più attenti all’ambiente e più virtuosi nella lotta all’inquinamento.
Probabilmente oggi abbiamo il Protocollo di Kyoto che limita le emissioni di anidride carbonica proprio in virtù di questo indignarsi per una pipì in mare….
Sulla tragedia avvenuta nella centrale nucleare di Fukushima non ha –forse- colpe.
E’ stata una catastrofe naturale difficilmente ipotizzabile e umanamente impossibile da impedire. Ma penso sempre che se un disastro di tale portata ha messo in ginocchio un Paese come il Giappone, così antisismico e ambientalista, che succederebbe se ‘nziamai… accadesse qui????
NON LO VOGLIO SAPERE!!!
Forse Nobile con questa vignetta ci fa un invito: prestare più attenzione alla cosa comune, al vicino, all’ambiente, per riuscire a preservare quanto di bello c’è intorno a noi e creare le condizioni per migliorare quello che ancora bello non è.
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