Una giornata densa di inaugurazioni e significati quella di lunedì 2 febbraio nel territorio ibleo, dove l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni sarà protagonista di un tour istituzionale che toccherà cinque Comuni e altrettante strutture sanitarie strategiche. Al centro dell’agenda, il rafforzamento della sanità territoriale, dell’emergenza-urgenza e dei servizi dedicati alle fragilità, in attuazione delle […]
Nel ragusano censite 379 frane in 910 anni
31 Gen 2026 09:04
Quanto successo domenica scorsa a Niscemi fa riemergere la fragilità del territorio nazionale, spesso interessato da frane, alluvioni e terremoti. Mentre gli eventi tellurici sono del tutto imprevedibili sebbene si conoscano le zone dove potrebbero colpire, di frane e alluvioni si sa molto di più, ma ciò non basta a fare scattare una grande opera di mitigazione del rischio, iniziando a fermare la cementificazione là dove non è utile né consigliabile costruire immobili e strade.
Ogni tre anni, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministro dell’Ambiente, pubblica il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia “che costituisce il quadro di riferimento ufficiale sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico per il nostro Paese”. Nell’ultimo rapporto, presentato lo scorso luglio, è scritto che il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il 19,2% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 1 milione e 280mila abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata; 6 milioni e 800mila sono esposti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni.
Il territorio ibleo non figura tra quelli più esposti. Non tutti sanno che la piattaforma IdroGeo dell’Ispra tiene conto degli eventi censiti in provincia dal 1116 a oggi. In 910 anni sono state documentate nel ragusano 379 frane. Le ultime due di un certo rilievo sono avvenute a Comiso e a Scicli. Nel primo caso, il 16 marzo 2018, un blocco si staccò dal versante roccioso lungo la statale 115 provocando un incidente con due feriti; il 29 ottobre 2021 si verificò il distacco di grossi massi dal costone roccioso nel quartiere di Santa Maria La Nova: un’abitazione, dove vivevano due persone, fu evacuata.L’Ispra avverte che nella nostra provincia vi sono 4.115 persone (1750 famiglie) a rischio frane e 2.730 (1201 famiglie) a rischio alluvioni. Non soltanto abitanti. Gli edifici a rischio frane sono 2450, 236 le imprese, 42 i beni culturali. A rischio alluvione 4633 edifici, 202 imprese e 16 beni culturali.
In poco più di 9 secoli, nell’Isola sono state inventariate 83.864 frane. L’ultima ha fatto più rumore degli echi di tutte le altre.
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