Modica e il Macello comunale: tra opportunità e sfide arriva anche la possibilità di alienare altri beni

Dopo quasi un anno, approda in Commissione Bilancio la proposta consiliare relativa alla valorizzazione dei beni comunali, tra cui nuovi locali e il Macello comunale di Contrada Michelica a Modica.

La proposta era stata inizialmente ricevuta a luglio dello scorso anno, ma sia l’Assessore Tino Antoci sia la Segretaria Generale avevano rilevato refusi e mancanze, trattenendo il documento per ulteriori approfondimenti. Con il cambio del Dirigente e il trascorrere dei mesi, l’atto è rimasto fermo fino a pochi giorni prima del 31 dicembre 2025, quando è stato rinviato completamente indietro.

Oggi la proposta torna con una nuova versione e una nuova votazione in Giunta Comunale. A darne notizia è il presidente della III Commissione Bilancio, Alessio Ruffino che parla di un passo importante che merita analisi approfondita.

Il Macello, chiuso forzatamente due anni fa, è stato recentemente messo a bando. Il problema principale? Gli investimenti necessari per riaprire la struttura: si stimano tra 150 e 200 mila euro per adeguamenti, manutenzione e messa a norma. Una cifra non indifferente, che pone una domanda naturale: chi sarà disposto a scommettere su questa struttura e sull’economia locale che potrebbe generare?

Il Macello comunale, oltre al valore storico e simbolico per Modica, rappresenta un’opportunità concreta per il rilancio economico della città. La Commissione Bilancio sta valutando la possibilità di concedere la struttura gratuitamente a chi si impegni a investire la cifra necessaria, trasformando così un bene pubblico inutilizzato in un volano di sviluppo.

Questa formula potrebbe attrarre artigiani, cooperative o aziende agricole interessate a espandere la propria attività, soprattutto se accompagnata da incentivi e da una gestione trasparente e sostenibile. Tuttavia, l’impegno richiesto non è trascurabile, e resta da capire quanto il mercato possa offrire candidature credibili.

Accanto alla valorizzazione, la Commissione Bilancio sta esaminando anche l’elenco dei beni comunali da alienare, spesso in stato di abbandono o privi di interesse, con l’obiettivo di ottimizzare il patrimonio e liberare risorse per nuovi investimenti. Tra questi: ⁠i bassi del Palazzo San Domenico; ⁠quelli su un lato del Palazzo della Cultura; ⁠i locali sotto il Liceo Classico e l’ex Caserma dei Carabinieri di Modica Alta.

Queste alienazioni, se gestite in modo strategico, potrebbero favorire nuove attività economiche e commerciali, contribuendo al rilancio del centro storico e di altri quartieri. Per i modicani, il ritorno in vita del Macello e la valorizzazione dei beni comunali rappresentano una promessa di sviluppo e nuove opportunità, ma anche una sfida concreta. Servirà trovare chi ha visione e risorse, capace di trasformare strutture chiuse in punti di riferimento produttivi e commerciali.

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