MASSIMILIANO OTTAVIANO AVEVA CHIESTO LA PROROGA DEL PAGAMENTO DEL SUOLO PUBBLICO

Il Rappresentante e la commissione del mercatino del sabato, dichiara che l’ente che gestisce codesto mercatino, “Polo Fieristico del Mediterraneo E.M.A.I.A.”, sabato 05/03/2011, sono stati portatori di un atto molto grave.

La commissione con il suo rappresentante Ottaviano Massimiliano, in data 20/01/2011 aveva fatto richiesta protocollata, per una proroga del pagamento suolo pubblico, del mercatino del sabato, richiesta fatta per ottemperare alla grande crisi economica e alle molte spese che nei primi mesi dell’anno colpiscono gli ambulanti. Il pagamento suolo pubblico aveva come scadenza il 31/01/2011, la richiesta del rappresentante, della commissione e degli ambulanti aveva come scadenza il 31/03/2011.

L’ente E.M.A.I.A. non che (Polo Fieristico del Mediterraneo), non ha fatto avere nessuna risposta scritta, entro la data di scadenza, alla nostra richiesta, non facendo sapere al Rappresentante, alla commissione e agli ambulanti, quello che la direzione E.M.A.I.A. aveva deciso.

La mancata decisione comunicata al Rappresentante, alla commissione e agli ambulanti, ha lasciato percepire che ci fosse stato il tacito consenso.

 In data 05/03/2011 come soprascritto, la direzione E.M.A.I.A. non faceva entrare all’interno del locale adibito al mercatino del sabato (ex campo di concentramento) gli ambulanti che non avessero pagato il suolo pubblico, creando confusione e code di furgoni all’ingresso, ritardando anche il montaggio del banco vendita di alcuni ambulanti.

Fatto molto increscioso quello capitato ad alcuni ambulanti, che disposti a pagare nella giornata stessa perché avevano i soldi all’interno del furgone, ma la direzione E.M.A.I.A. hanno fatto scaricare il furgone all’ingresso, per prelevare i soldi, perché altrimenti non li avrebbero fatti entrare a svolgere la propria giornata di lavoro.

Il Rappresentante chiede come sia possibile che succedano fatti così negativi a un comparto che in questo periodo di crisi a bisogno che gli si venga in contro, invece di fargli lo scontro.

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