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Marina di Ragusa e un sabato sera allo sbando
21 Giu 2020 15:09
Un sabato sera a Marina di Ragusa come fosse quello dell’estate precedente. Nel mezzo c’è stata solo…. una pandemia. Evidentemente molte persone non comprendono che è necessario rispettare le regole del distanziamento sociale. Che questa estate sarà diversa dalle altre, che tutti noi dobbiamo fare dei sacrifici. Eppure non è difficile da capire. Tantissime persone senza mascherina anche quando non è possibile, come accade soprattutto in alcune parti del vecchio lungomare, garantire il giusto distanziamento sociale. E nessuno controlla in modo opportuno, creando cosi’ difficoltà anche a chi le regole civilmente le rispetta.
E sulla vicenda riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale Giovanni Gurrieri che chiede maggiore attenzione e più controlli. “Marina di Ragusa e un sabato sera allo sbando – spiega Gurrieri – E’ purtroppo questa l’immagine che ho registrato ancora una volta ieri sera, sollecitato anche da alcuni cittadini, purtroppo in continuità con quanto già avvenuto in questi primi weekend di bella stagione. Altro che regole da rispettare per il distanziamento sociale a causa del covid.
A Marina di Ragusa mancano anche le più basilari regole di civiltà. Il litorale ragusano è meta di massicci flussi provenienti anche dalle province limitrofe e ciò dovrebbe essere un vanto, ma invece diventa un grosso problema per chi desidera, come è giusto che sia, una Marina di Ragusa rispettata e, soprattutto, controllata. Auto che sfrecciano a tutta velocità, motorini che marciano controsenso: è una giostra senza rispetto. E poi assembramenti evidenti a tutti e senza che nessuno controlli o intervenga. E’ questo il rispetto delle regole? Chi deve controllare?
Credo che scaricare facilmente tutto agli operatori economici, come previsto anche nell’ordinanza comunale, mi sembra essere una cosa troppo facile oltre che una scelta sbagliata perché gli operatori, con sforzi economici ben chiari, potranno garantire per gli spazi attigui ai propri esercizi commerciali ma non di certo per gli spazi comuni e pubblici dove invece non viene rispettata alcuna regola, soprattutto quella dell’uso delle mascherina qualora non sia possibile di distanziamento sociale. E così ieri sera in vari punti di Marina di Ragusa abbiamo assistito ad una vera e propria deregulation. Sicuramente serve maggiore sinergia tra tutte le parti in causa, a partire soprattutto dalle persone che devono avere maggiore consapevolezza nel dover rispettare le regole, ma va coordinato meglio il lavoro degli operatori economici e turistici assieme appunto ai residenti e villeggianti.
Un coordinamento deputato alla macchina pubblica finora, ieri sera l’ennesimo esempio, praticamente assente.
Andrebbe sviluppato il servizio notturno della Polizia Municipale, magari affiancandolo ai volontari. Perché non si accelera il reclutamento degli stagionali? Andrebbero ripristinati gli impianti di video sorveglianza, ormai fuori uso da mesi. Bisogna rivedere il piano la viabilità perché così non facciamo altro che presentare una destinazione turistica disordinata e intasata dalle auto. Non è la Marina di Ragusa che si conosce, non è quella che vogliamo e non è al momento il giusto biglietto da visita della nostra comunità, oltre a non poter garantire, così, adeguate condizioni di sicurezza in caso di emergenza.
È importante tenere conto dell’indotto economico e dei posti di lavoro che generano i locali serali e notturni, ma è altrettanto importante rispettare le regole. E se non vogliamo farlo per noi ragusani, facciamoli almeno per chi sceglie Marina di Ragusa per trascorrere le proprie e vacanze. Bisogna fare sistema, tra pubblico e privato per esprimere la civiltà che ci ha sempre contraddistinto. E in tempi di ripartenza, ogni dettaglio è fondamentale”.
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