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Lo scioglimento del comune di Scicli? “Non ci sarebbe stato se amministrazione e consiglio non fossero stati contrari a nuovi impianti privati”. E’ questa la conclusione della Commissione Antimafia Regionale
09 Set 2020 10:03
“Lo scioglimento del Comune di Scicli per presunte infiltrazioni mafiose probabilmente non ci sarebbe stato se l’Amministrazione e il Consiglio comunale non fossero stati contrari a nuovi o più ampi impianti privati per trattamento rifiuti.”
E’ questa la conclusione a cui è giunta la Commissione Antimafia regionale, che ha presentato la relazione finale dell’inchiesta relativa allo scioglimento del Comune di Scicli, avvenuto nel 2015 per infiltrazioni mafiose. Non sono poche, dunque, le perplessità che la Commissione ha sollevato: tanti, tantissimi dubbi su quei fatti avvenuti non troppo tempo fa. Nella relazione, si approfondisce il tema già emerso nella precedente inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Sicilia, nella parte riguardante il progetto di ampliamento dell’impianto della ditta “A.ci.f.”.
Per i commissari “era emerso il sospetto che in taluni casi lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa potesse essere funzionale alla “rimozione” di amministrazioni che avevano assunto posizioni “scomode” rispetto a progetti di realizzazione o ampliamento di discariche o di piattaforme di trattamento dei rifiuti.”
“La Commissione – afferma il Presidente Claudio Fava – ha provato a dare una risposta, ricostruendo, attraverso un ciclo di trentasette audizioni, passaggi amministrativi ed istituzionali, ravvisando una serie di circostanze che destano non poche perplessità: «documenti che scompaiono, verbali delle conferenze di servizio che vengono trasmessi altrove, pareri negativi che diventano positivi, incursioni dei servizi segreti, interferenze politiche, presunte “cupole mafiose” che si rivelano malandrinate di paese, fatti dirimenti non presi in considerazione dalla commissione d’accesso, assenza totale degli organi commissariali nei momenti più critici della vicenda A.CI.F.
E soprattutto il cambio di rotta radicale e immediato nei confronti della gigantesca piattaforma di smaltimento progettata a Scicli: prima fermamente negativo, poi – a comune sciolto – decisamente favorevole».
Elementi che portano, nelle conclusioni, la Commissione ad esprimersi così: “E’ improbabile che si sarebbe giunti allo scioglimento se non vi fosse stato un profilo – dell’amministrazione e del consiglio comunale di Scicli – fortemente critico nei confronti di possibili nuovi (Truncafila) o più ampi (A.CI.F.) impianti di smaltimento di rifiuti nel territorio della città.
E che a quello scioglimento abbiano concorso, consapevolmente o meno, molte azioni ed omissioni istituzionali, giornalistiche e politiche”.
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