L’INFORMAZIONE COME DIRITTO DEL CITTADINO. OVVERO A.A.A. PROPRIETARIO DI PALO CERCASI

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Capita spesso di trovarsi di fronte ad un problema e non riuscire a porvi rimedio; capita meno frequentemente di trovare un apparente rimedio allo stesso problema pur continuando a non risolverlo. Questo è quanto è successo agli abitanti di un piccolo quartiere del villaggio Gesuiti a Marina di Ragusa, i quali da ormai parecchi anni sono soliti lamentarsi per un palo, la cui identità pare debba  essere ancora stabilita, ubicato fra il numero civico 3 e 5 in via Terrasini. Negli anni passati i diretti interessati si sono recati presso gli uffici dei servizi Enel e Sip, pretendendo informazioni e delucidazioni sulla natura del palo in oggetto, altresì sulla sua funzionalità e sul suo possibile abbattimento in caso di inattività. Risultato? Dopo un continuo tira e molla operato dagli stessi servizi che hanno agito passivamente, continuando a rimandare la questione ed a delegare il compito risolutivo a qualche altro Ente, non riconoscendosi come proprietari del palo, ancora oggi a distanza di dieci anni dalla richiesta lo stesso continua a sorgere fra le due case in questione, arrecando disagi di viabilità: le lamentele riguardano le difficoltà ad entrare e ad uscire dai cancelli delle villette con passeggini, carrozzine e quant’altro. Lo sgomento principale fa riferimento non solo alla mancata azione di perlustrazione, di accertamento  e di abbattimento (sarebbe un’utopia solo pensare che sia possibile un intervento del genere) ma alle risposte non pervenute rispetto alla funzionalità del palo e alla sua appartenenza: è un palo della luce o del telefono? Ancora oggi non è possibile stabilire quanto dovrebbe essere stato chiarito fin da subito, giusto per facilitare la conoscenza fra coinquilini; perché è proprio di questo che si sta parlando, di un vicino di casa o addirittura di un convivente del quale non si conoscono neanche i connotati principali. L’unica cosa di cui si è certi è la sua non funzionalità, anch’essa  dedotta dal fatto che nessuno sembra esserne a conoscenza e sembra riconoscerlo come di propria appartenenza. E come si fa a convivere con qualcuno o qualcosa che non si conosce e rispetto alla quale non si sa se si possa trattare di qualcosa di pericoloso o meno? Certe risposte sono arrivate ed il merito di certo non è di chi è stato convocato inizialmente ma del tempo che ha stabilito che non si tratta di qualcosa di dannoso o nocivo. Intanto i cittadini hanno perso la speranza e la pazienza: “Non sappiamo più a chi rivolgerci visto che nessuno fin’ora ha saputo darci risposte- spiega il proprietario dello stabile collocato al numero civico 5 e nel frattempo ci siamo anche scocciati perché, considerati gli impegni lavorativi e non, manca il tempo materiale per rincorrere chi avrebbe già dovuto darci risposte”. (Martina Arena)

 

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