LIBERALIZZAZIONE: ORA TOCCA AGLI ACCONCIATORI E ALLE ESTETISTE

È tempo di liberalizzazioni. Le azioni di governo hanno ben lasciato intendere le intenzioni di Monti circa alcune attività professionali. E seppur sia necessario uno sguardo al resto del Paese in questo caso si parla di “liberalizzazioni” relative agli orari e giorni di lavoro.

 

Adesso, in seguito all’emanazione dell’ordinanza sindacale n. 2 del 9 gennaio 2012, neanche gli acconciatori, estetiste e mestieri affini saranno tenuti a rispettare la chiusura domenicale e festiva. I giorni in cui è imposta la chiusura delle suddette attività rimangono Capodanno, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Natale e Santo Stefano.

 

Con questo provvedimento gli acconciatori, estetiste e attività affini non sono neanche tenuti a osservare la chiusura di una giornata di riposo settimanale, ma dovranno comunque comunicare ai clienti l’eventuale cambiamento dell’orario di apertura e chiusura.

 

“L’ordinanza sindacale – dichiara l’Assessore allo Sviluppo Economico Sonia Migliore –  scaturisce da un confronto avviato dall’Amministrazione Comunale con le associazioni di categoria convocate il 4 gennaio scorso presso la sede del Centro Direzionale comunale della zona artigianale. In tale occasione la sottoscritta ha promosso un incontro con i rappresentanti della CNA, della Confartigianato, della CGIL, della Commissione provinciale per l’artigianato, degli estetisti. Gli stessi sono stati d’accordo sull’emanazione del provvedimento  che determina i nuovi orari e le giornate di lavoro degli esercizi di acconciatore, estetista e mestieri affini. Ciò rientra nell’ambito della concertazione avviata da tempo dall’Amministrazione Comunale ed in particolare dall’Assessorato allo sviluppo economico con le diverse organizzazioni di categoria”. “Abbiamo tenuto conto dalla recente normativa nazionale volta alla liberalizzazione delle attività economiche – precisa l’Assessore – ponendo quindi in essere una serie di provvedimenti per il rilancio economico del nostro territorio che sono stati il frutto di un’attenta politica di concertazione con le parti interessate”.

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