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LEONTINI: “ALLA PROVINCIA VOGLIAMO UN ASSESSORE”
10 Gen 2011 21:53
Un incontro per parlare di politica a 360 gradi. Innocenzo Leontini ha aperto le porte del suo pensiero a Santa Croce Web, nel corso della trasmissione ‘Botta e Risposta’, andata in onda nella tarda mattinata di lunedì. Leontini ha fatto il punto sulle questioni più disparate: ha parlato di politica nazionale, ma anche del ‘nemico’ Lombardo, delle amministrative a Ragusa e Vittoria, oltre che della questione politica riguardante la città di Santa Croce. Ma l’intervista condotta da Salvo Dimartino, ha sfiorato in avvio una tematica più ‘soft’, come l’attribuzione al deputato di una cittadinanza onoraria da parte del sindaco Schembari: “Spero che questo ciclo amministrativo possa rendermi cittadino onorario di Santa Croce – ha spiegato Leontini – Ho sempre ritenuto questa la mia seconda città. Inoltre c’è stato un grande impegno nel sostenere le attività politiche e amministrative. Mi compiacerei se questo riconoscimento possa arrivare entro la chiusura di questa legislatura”.
Leontini ha poi fatto il punto sulla crisi del Pdl a livello nazionale, in cui la spaccatura tra Berlusconi e Fini, sancita dalla nascita di Fli e dal tentativo di una mozione di sfiducia alla Camera, ha di fatto decretato un solo sconfitto: Gianfranco Fini: “Penso che Fini abbia commesso degli errori macroscopici e che non si sia comportato lealmente nei confronti di Berlusconi – ha dichiarato il capogruppo del Pdl all’Ars – L’errore è stato indossare le vesti di terza carica dello stato e contemporaneamente svolgere il compito di capo partito in opposizione al premier, con cui aveva fondato il Pdl. E’ un contrasto che stride. Poi ha anche dichiarato di dissociarsi, provocando una crisi fuori dal Parlamento. Ha sbagliato da tutti i punti di vista, ma ha dovuto subire una cocente sconfitta. Adesso bisogna andare in fondo con l’azione di governo, anche se la Lega rende incerto questo panorama dato che vuole andare ad elezioni anticipate con l’alibi del federalismo”.
Il dibattito è condito da una profonda riflessione su quei temi che ha più a cuore lo stesso Leontini. Su tutti il tradimento politico di Lombardo: “Lombardo ha compiuto in Sicilia il più clamoroso atto di pirateria politica. Ha preso i voti del Pdl ma ha cominciato da subito a lavorare contro il Pdl stesso. La politica diventa casta quando non è più rispettosa del consenso. La democrazia in Sicilia è finita. Siamo in una condizione da golpe democratico. Siamo in una condizione da Repubblica della banane, non solo per il tradimento di Lombardo. La condizione delle attività amministrative è scandalosa. Siamo diventati i campioni mondiali di esercizio provvisorio. I comuni diventano agonizzanti a causa di questo rapporto incerto con la gente e anche le realtà socio-economiche ne risentono. Inoltre stiamo perdendo anche i soldi del fondo sociale europeo, perché non si fanno i bandi né si riescono a spendere i soldi: i contenuti su cui ci eravamo accordati in campagna elettorale sono andati in frantumi, Lombardo decide per sé e contro gli interessi del territorio. Anche il Pd è contrario alle scelte di Lombardo, con cui è alleato, e si spacca al suo interno”.
Una fotografia che non si allontana poi tanto da quella vissuta in Provincia dal Popolo della Libertà. Leontini, infatti, per sua stessa ammissione ha rivendicato i difficili rapporto con l’altro coordinatore provinciale degli azzurri, Nino Minardo: “Con Minardo abbiamo fatto tentativi convinti di lavorare in sinergia, ma alcune occasioni concrete ci hanno messo in difficoltà. Sono stati tre gli episodi incriminati. Uno: la posizione da assumere nei confronti di Lombardo quando il governatore venne a Ragusa per parlare della Ragusa-Catania. Dopo aver concordato assieme la linea da seguire, espressa anche su un volantino da distribuire ai nostri simpatizzanti, Minardo non è mai venuto a quel sit-in e ha detto ai seguaci di fare la stessa cosa. Secondo: Minardo doveva rappresentare il partito in occasione della verifica alla Provincia, in cui dovevamo contestare i tre assessori all’Udc. Ma Minardo, anziché procurare un assessorato a noi, l’ha sottratto al Pid e riassegnato all’Udc di Antoci. Terzo: nella questione delicata al Comune di Comiso, Minardo ha sfiduciato Alfano, poi si è disimpegnato dall’attività amministrativa. La sua posizione non è stata positiva. Lui ha parlato male di me, io non ho detto nulla. Io tenterò di riprendere il dialogo”.
I prossimi traguardi elettorali, comunque, potrebbero non risentire di questa freddezza. La situazione a Ragusa e Vittoria, dove si vota in primavera, è abbastanza lineare: “A Ragusa il Pd non sa nemmeno chi candidare contro Dipasquale: il nostro candidato è destinato ad avere attorno a sé la più estesa delle coalizioni, dall’altro gli avversari non hanno un candidato alternativo. A Vittoria organizziamo l’alternativa a Nicosia: noi riteniamo che sia positiva la candidatura dell’on. Incardona, attorno a cui porremo la coalizione più ampia. Spero sia lo stesso per tutto il Pdl”.
L’appuntamento più vicino è la chiusura della verifica alla Provincia: “Dobbiamo definire questa vicenda. L’assessorato di Muriana, adesso in mano all’Udc, è stato rivendicato come assessorato di garanzia, da restituire non appena si deciderà sulla nuova impronta da dare alla giunta di Viale del Fante. Io convocherò per sabato un tavolo provinciale per definire la chiusura della verifica. Chiederemo l’assessorato e il riassetto di alcune deleghe, così come approfondiremo un piano per la chiusura dell’attività amministrativa”.
L’accento si posa poi sulla questione più sentita per i santacrocesi. Quali sono i rapporti tra le forze politiche di maggioranza in città? E’ stato finalmente siglato un patto di non belligeranza e reciproca collaborazione? “Il nostro obiettivo è il miglioramento dei rapporti all’interno del partito – ha spiegato ancora Innocenzo Leontini -: sia tra i simpatizzanti, che tra le istituzioni. Credo che Santa Croce disponga di una così bella rappresentanza, da non poter rischiare di deturparla. Le difficoltà che il partito ha dovuto subire su scala regionale si sono ripercosse anche qui. L’attività di Salvatore Mandarà come consigliere provinciale, di Piero Mandarà come assessore provinciale, che al momento hanno rappresentato al meglio la nostra provincia e il vostro comune, devono essere patrimonio del partito e della città. Assieme al patrimonio cui hanno contribuito il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali a Santa Croce. Il dissenso interno e la dialettica degli ultimi mesi è un fatto normale e deve diventare uno stimolo per costruire al meglio il partito. Nei prossimi giorni lo faremo, il senso di responsabilità va attuato da tutti. Con dispiacere non ho potuto partecipare attivamente alla vita politica in paese: non perché non volessi, ma perché non avevo il diritto di farlo a livello di rappresentanza. Adesso che sono ancora coordinatore provinciale del Pdl, sarà certamente più presente. Questa settimana avremo un incontro chiarificatore, poi porremo le basi per l’apertura di una nuova sezione del Pdl anche a Santa Croce. Spero che tutto possa delinearsi per la fine della prossima settimana”. (Paolo Mandarà)
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