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LE COINCIDENZE
26 Mar 2013 18:25
C’erano stati momenti di forte tensione, da quando era apparsa la notizia che il Presidente Crocetta aveva presentato una denuncia in procura per aver ricevuto minacce da parte di un sindacalista della CISL.
Per essere più precisi il sindacalista aveva parlato al telefono con il Direttore dell’Assessorato alla Formazione e, lamentandosi degli ultimi provvedimenti in tema di formazione, cominciato una serie di sfoghi contro l’interlocutrice, contro l’Assessore Scilabra e contro Crocetta, che avevano per tema il fuoco e la benzina: il sindacalista asseriva che le piazze si sarebbero infiammate fino a prendere fuoco, il Direttore Corsello percepiva da alcune espressioni del sindacalista che lo stesso avrebbe provveduto a comprare la benzina per i manifestanti, riferendo il tutto al Presidente assieme alla precisazione del sindacalista che 100 uomini di scorta non sarebbero bastati al Presidente per salvarsi.
Siccome siamo in Sicilia e viviamo in un’epoca dominata dai media, si scatena, subito, attorno a questa tragicommedia una bagarre di comunicati.
Il sindacalista si premura a dire che parlava metaforicamente, che era stato male interpretato, che in tal senso aveva ricevuto sostegno dal sindacato. Ben più incisiva la difesa del segretario regionale dello stesso Sindacato che arrivava a dire: “Siamo di fronte a una palese manipolazione dei fatti e ad una strumentalizzazione fatta ad arte. Sarà la Cisl a chiedere che venga espressa solidarietà nei confronti del sindacato e che si porgano le scuse per quanto detto”. E aggiungeva : “Tutto ciò è veramente preoccupante. Non so se devo ridere o piangere. Ci sono persone poco equilibrate nell’esercizio del ruolo istituzionale e poco rispettose degli interlocutori sociali e questo mi fa temere per il futuro, come dirigente sindacale e come cittadino. Tutta questa storia è una vera barzelletta”.
Questa la storia fino a lunedì mattina, quando si aveva la programmata protesta dei lavoratori della formazione, fuori dal palazzo sede dell’Assessorato. Come è tipico in Sicilia erano volati anche gli stracci e i panni sporchi, a proposito di assunzioni di figli negli enti di formazione e cose di questo genere, ma questi sono dettagli, perché le cronache riportano di un clima sostanzialmente sereno, dell’accoglienza da parte della Scilabra di una rappresentanza dei lavoratori, di un chiarimento che la stessa avrebbe avuto con il sindacalista che aveva esposto le minacce e che ribadiva ai giornalisti il sostanziale chiarimento dell’equivoco con una calorosa stretta di mano che dovrebbe essere “testimonianza del fatto che si è chiusa e archiviata una polemica che non serve né alla regione, né ai lavoratori, né al sindacato”.
Questo riportava livesicilia.it, anche se non si riscontravano, sullo stesso giornale pari dichiarazioni dell’Assessore e, più attese del Presidente, che, fino a questo momento non si hanno notizie contrarie, non ha ritirato l’esposto alla Procura.
Una vicenda che si poteva considerare avviata sui binari della ricomposizione. Ma è impossibile non restare colpiti da una inimmaginabile coincidenza.
Dopo l’incontro tra i rappresentanti della Cisl e l’assessore regionale alla Formazione, c’è stato un allarme incendio negli scantinati dell’assessorato. Secondo quanto riportato sempre da livesicilia.it, i vigili del fuoco, intervenuti prontamente sul posto, hanno provveduto immediatamente a far evacuare l’edificio e ad escludere a priori la pista dell’incendio doloso. Gli accertamenti dei pompieri hanno confermato che a provocare l’incendio, avvenuto nello scantinato del palazzo, sarebbe stato un sovraccarico di tensione. Il rogo sarebbe scaturito dallo scioglimento delle fruste della cabina con i quadri elettrici. Non c’è comunque stato nessun danno agli archivi e nessun documento è andato perduto.
Da rilevare che l’articolo sull’accaduto, delle 15.51 di ieri 25 marzo, di un altro quotidiano on line, siciliainformazioni.com, riportava testualmente : “Ignote le cause, ma il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, teme che sia un incendio doloso e ha già avvertito la Procura. Il rogo si è propagato poco prima delle 14”. Si aggiungeva che, secondo i vigili del fuoco, a fare scattare la scintilla sarebbe stato un “sovraccarico di tensione di una cabina di trasformazione Enel, ubicata all’interno dell’edificio dove ha sede l’ufficio della Regione, che ha prodotto una sfiammata”.
Verrebbe da dire: “ Ma vai a vedere le coincidenze !”
Si parla di fuoco provocato da una scintilla ma è umano andare col pensiero al fuoco di cui si parlava prima.
Sorgono spontanee due considerazioni: la prima è che, se anche il linguaggio sindacale, come evidenziato dal segretario, si esprime talvolta con metafore forti, sarebbe meglio evitare, in ogni caso, per non surriscaldare gli animi.
La seconda ci induce a sollecitare il sindacato, già assai impegnato nella tutela dei lavoratori, a fare ulteriori sforzi, come per questo caso: ci chiediamo come ci possa essere stata la contiguità fra una cabina di trasformazione Enel e gli archivi dell’Assessorato, dove, per fortuna, nessun documento è andato perduto, ma dove possono trovarsi dipendenti intenti al normale lavoro, che si potrebbero trovare sorpresi da questo tipo di imprevedibili incidenti. Siamo certi che al sindacato, grazie anche al sostegno della legge sulla sicurezza dei lavoratori non mancano i requisiti e l’autorità per mettere in luce queste gravi insidie che, casualmente, vengono a galla, per caso: ma chissà quanti archivi, dove c’è esclusivamente materiale facilmente infiammabile, sono nelle stese condizioni.
Principe di Chitinnon
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