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La data dimenticata: il Monumento ai Caduti di Modica inaugurato il 16 luglio di 100 anni fa
16 Lug 2025 06:20
Il 16 luglio 2025 ricorrono i 100 anni dall’inaugurazione del Monumento ai Caduti in guerra della città di Modica, opera dello scultore acese Luciano Condorelli. La data dell’inaugurazione era rimasta per molto tempo dimenticata a causa dello smarrimento negli archivi comunali di tutta la documentazione relativa al monumento stesso. A ritrovarla nel 2021, consultando la stampa dell’epoca, è stato il ricercatore Fabrizio Corso, socio della Società Modicana di Storia Patria e dell’Associazione Storica Cimeetrincee di Venezia.
Corso, che da anni si occupa per passione di ricerche sui modicani caduti in guerra, sempre nel 2021 ha pubblicato il sito www.cadutimodicani.it, dove una pagina è dedicata alla storia del monumento e dove sono consultabili alcuni articoli dedicati alla cerimonia d’inaugurazione.
Quel giovedì 16 luglio 1925 vennero in visita a Modica il ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano e il segretario nazionale del PNF Roberto Farinacci, impegnati in quei giorni in un giro per le provincie siciliane. Secondo le cronache dell’epoca una grande folla partecipò alla cerimonia in cui, oltre alle due autorità del governo nazionale, erano presenti anche i deputati siciliani Filippo Pennavaria, Leone Leone, Ruggero Romano e Biagio Pace, il prosindaco Carmelo De Leva e il vescovo di Noto Giuseppe Vizzini. Inoltre erano presenti due medaglie d’oro al valore militare modicane: una era il maggiore Umberto Solarino, pluridecorato della Grande Guerra, e l’altra non viene nominata ma probabilmente era Carmelo Bonomo, decorato nel 1912 durante la guerra di Libia.
Dopo la benedizione del monumento da parte del vescovo seguirono i discorsi dei vari ospiti, ricchi di patriottismo e della immancabile retorica fascista tipica dell’epoca. L’ultimo ad intervenire fu Farinacci che alla fine del suo discorso venne acclamato dalla folla e abbracciato dal sacerdote ed ex cappellano militare Francesco Barone. La stampa del regime valutò l’abbraccio altamente “propagandistico” tant’è che il quotidiano La Stampa lo considerò più importante di tutto il resto, come dimostra il titolo che diede al proprio breve articolo: “Farinacci abbracciato a Modica da un prete fascista della prima ora”.
Terminata la cerimonia Ciano e Farinacci visitarono la sede della Casa del Fascio e parteciparono ad un banchetto di oltre 200 persone offerto dall’amministrazione comunale, per poi ripartire in treno alle 14.30 alla volta di Noto e Siracusa.
Curiosamente, fa notare Fabrizio Corso, gli articoli dell’epoca indicano in 600 il numero dei Caduti modicani della Grande Guerra. In realtà quel numero era provvisorio e purtroppo molto distante dalla realtà. Il dato probabilmente venne tratto dal Libro d’Oro pubblicato a cura dell’amministrazione comunale nel 1923, in cui risultano 613 Caduti più 40 Dispersi. Quando nel 1940 venne pubblicato il XXII volume dell’Albo d’Oro dei Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918, contenente anche i dati dei Caduti nati a Modica, il numero complessivo salì a 799. Ma anche questo dato non era corretto e definitivo e secondo le ricerche effettuate da Corso e consultabili sul sito cadutimodicani.it, ad oggi il numero dei militari nati a Modica, che parteciparono alla Prima Guerra Mondiale e che caddero per la Patria è di ben 810. A cui purtroppo vanno aggiunti altri centinaia di nominativi (circa 400, altre ricerche sono in svolgimento riferisce Corso), vittime delle successive guerre scellerate del Novecento.
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