LA CUB SULLA MANIFESTAZIONE PROVINCIALE DEL 14 GENNAIO: “SARA’ UNA GRANDE AMMUCCHIATA CHE VEDRA’ PRESENTI SIA LUPI CHE AGNELLI”

La CUB (Confederazione Unitaria di Base) interviene in merito alla manifestazione provinciale di sabato 14 “Tutti insieme per il rilancio ibleo” cui hanno aderito varie organizzazioni, associazioni, ordini, sindacati e chi più ne ha più ne metta. Non bisogna però dimenticare che, secondo la Confederazione, questi sono portatori di interessi diversi, spesso contrapposti e nonostante il drammatico momento che Ragusa, la Sicilia e l’Italia intera stanno attraversando, non è questo genere d’iniziativa la risposta adeguata per affrontare e risolvere i problemi che via via si accavallano.

Secondo la CUB infatti sabato saranno presenti coloro che vogliono continuare a cementificare a qualsiasi costo le città e le campagne assieme a quelli che dicono di difendere l’ambiente e la vivibilità negli spazi urbani. Parteciperà poi chi cerca di cancellare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, per poter ulteriormente e facilmente licenziare, assieme a quelli che dovrebbero essere i futuri licenziati e licenziabili.
Sarà addirittura presente la chiesa che non paga l’ICI sui suoi immobili commerciali e che gode di immensi privilegi in materia fiscale, assieme a quelli che pagano fino all’ultimo centesimo, anche a costo di finire sul lastrico. Immancabili anche le corporazioni degli “Ordini” di ogni genere assieme a coloro i quali ne sono tagliati fuori e i piccoli esercenti e i piccoli coltivatori, assieme alla grande distribuzione, ovvero supermercati, centri commerciali e simili, che li sta sbranando.

Insomma, una manifestazione eterogenea quella di sabato 14. Si potrebbe azzardare e chiamarla incoerente perché credere, ad esempio, che i Costruttori iblei e Confindustria siano alleati dei lavoratori è una vera e propria utopia sadomasochistica per i lavoratori: “Sarà una grande ammucchia che vedrà presenti sia i lupi che gli agnelli” si legge nella nota della CUB che propone un’alternativa. I lavoratori infatti, insieme ai precari, i disoccupati, i pensionati dovrebbero riprendersi il diritto di decidere e imporre con la lotta un modello di sviluppo eco-sostenibile fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa. Per questi obiettivi tutti i lavoratori non devono farsi più strumentalizzare da chi è corresponsabile dell’attuale situazione e utilizza la rabbia diffusa per legittimare le proprie posizioni di rendita.

La Confederazione invita perciò lavoratori, per evitare di pagare i costi della loro crisi, a sostenere  rivendicazioni immediate come l’Introduzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze, la moratoria sugli interessi del debito; vendita del tesoro della Banca d’Italia (100 miliardi di euro) e ancora la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, al lavoro nero, agli infortuni sul lavoro, la cancellazione dell’acquisto dei caccia bombardieri F 135 (16 miliardi) e l’eliminazione delle spese militari, il pagamento dell’ICI e delle le altre tasse alla Chiesa cattolica. Fondamentale è rivendicare anche l’abolizione dei ticket assieme al potenziamento della sanità, della scuola pubblica, dei trasporti pubblici, usando le risorse di quelle private. 
Chi sabato andrà a manifestare dovrebbe poi rendersi conto che questo è ciò che va chiesto al Governo Nazionale, alle Istituzioni: il taglio del la spesa pubblica per le inutili grandi opere (Ponte sullo Stretto, TAV, ecc.), abbattere il caro vita, l’abolizione dell’infame riforma delle pensioni, l’abbassamento dell’età pensionabile appena imposta per poter far spazio ai giovani nel mondo del lavoro e ancora la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, aumenti salariali per tutti e infine la parità di diritti per i migranti,  il diritto d’asilo ai rifugiati, la cittadinanza per i nati in Italia, il permesso di soggiorno per chi perde il lavoro, o ha un lavoro, o denuncia il lavoro nero.

Insomma, tante sono le richieste che senza dubbio coloro i quali andranno a manifestare sabato 14 hanno ben impresse in mente, ma secondo la CUB “Tutti insieme per il rilancio ibleo” è una sorta di commedia dal momento che i manifestanti, nonostante vogliano dimostrare il contrario, non sono davvero tutti sulla stessa barca.

 

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