L’ ARTE PER NARRARE

Marzia Schenetti , autrice del romanzo il “ Gentiluomo, con “Evil, l’uomo del male” , la recente pubblicazione edita dalla casa editrice il Ciliegio , presentato il 24 Marzo al BUK di Modena, torna a parlare della tematica  sulla  violenza alle donne. 

Un romanzo noir,  per rappresentare sentimenti e condizioni contrapposte: una nuova vita “che si apre  al mondo” e la “morte dell’anima” incarcerata dietro le sbarre di una cultura che limita ogni forma di libertà personale; le gioie e la passione di una   pseudo  storia d’amore e le ferite inferte al cuore da un amore violento, che non può definirsi tale: la difficoltà di comunicare e la voglia di urlare al mondo la propria sofferenza,  la vergogna di essere continuamente umiliate e maltrattate.  Un libro per narrare , lo strumento con cui  Marzia Schenetti  intende  far emergere il problema manifestando la   rabbia verso la società e in , particolare , verso le istituzioni incapaci di  proteggere  i più deboli e a  non riuscire a prevenire delitti, che attraverso alcune dinamiche e fatti eclatanti, sono reati annunciati  e che, in Italia, non vengono  considerati vere  emergenze.

Un   viaggio nel lato oscuro dell’uomo e della società, “Evil, l’uomo del male” un opera letteraria  che dietro il genere  del romanzo noir compie un analisi  e  un prolungamento nel tempo e nello spazio degli “attori” della vicenda scoprendo mostri che  si annidano nella vita quotidiana con apparenze insospettabili.

In altre parole, la scrittrice utilizza diverse forme di  generi letterari , servendosi, in particolare, del noir e della  tecnica del romanzo d’analisi , per operare uno spostamento dall’esterno all’interno : al centro della narrazione non esiste più  il rapporto tra il protagonista,  Evil, e l’ambiente,  ma il rapporto tra l’essere ed il suo inconscio messo a nudo dalle mille sfaccettature  dei  suoi  sentimenti e delle  emozioni esternate.

 

 

 

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