In occasione della Festa del Papà, i Consultori familiari dell’ASP di Ragusa promuovono una serie di iniziative dedicate al ruolo paterno e alla relazione tra padri e figli. Gli appuntamenti, organizzati dall’U.O.S.D. Coordinamento Consultori, diretta dalla dottoressa Nunziata Pace, vogliono offrire ai genitori uno spazio di dialogo, ascolto e condivisione, valorizzando l’importanza della figura paterna […]
Insulti social al sindaco di Modica: anche un gesto orribile può diventare motivo di riscatto
17 Mar 2026 10:30
Un episodio spiacevole, nato nel contesto di un’allerta meteo e degenerato in insulti sui social, si è trasformato in qualcosa di più ampio: uno specchio del tempo che viviamo. Da una parte il linguaggio violento e irrispettoso che sempre più spesso emerge online, dall’altra una reazione forte, trasversale, fatta di solidarietà, riflessione e presa di coscienza.
I messaggi offensivi rivolti al sindaco di Modica, Maria Monisteri, hanno infatti scatenato una vera e propria valanga di sostegno. Non solo cittadini, ma anche rappresentanti istituzionali, esponenti politici, associazioni, giornalisti ed ex amministratori hanno voluto manifestare vicinanza, in un moto collettivo che ha superato i confini cittadini e provinciali.
Un’ondata di solidarietà che ha colpito la stessa sindaca, che ha voluto ringraziare pubblicamente:
“Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno espresso in ogni modo solidarietà nei miei confronti in queste ore. Sono stata sommersa sui social, via messaggi, whatsapp, al telefono, da tanti attestati di stima e vicinanza che leniscono il dispiacere per quanto accaduto.”
Parole che raccontano non solo il disagio per quanto accaduto, ma anche la forza di una comunità che, davanti all’offesa, sceglie di reagire con civiltà.
L’episodio ha però aperto anche un dibattito più profondo, che travalica il singolo fatto di cronaca. Sociologi e osservatori parlano sempre più spesso di un progressivo degrado del linguaggio e dell’educazione, soprattutto tra i più giovani, ma non solo. Il tema non è nuovo: i social network, nati come strumenti di condivisione, si trasformano talvolta in luoghi dove il confronto lascia spazio all’insulto, dove l’anonimato o la distanza digitale abbassano ogni filtro. E in questo scenario emerge anche il ruolo, non sempre efficace, delle famiglie e degli adulti di riferimento.
La domanda che resta è semplice quanto scomoda: chi educa oggi al rispetto?
Eppure, proprio dentro questo episodio, c’è anche un segnale incoraggiante. La risposta della città, compatta e solidale, dimostra che esiste ancora un forte senso civico, una capacità di distinguere tra critica e offesa, tra dissenso e violenza verbale.
La stessa sindaca ha raccontato un aspetto meno visibile ma significativo:
“Mi sia permesso ringraziare le ragazze e i ragazzi che già domenica sera in modo simpatico, accorato, educato e ironico mi chiedevano le scuole chiuse e che durante la giornata di ieri hanno continuato a scrivermi scusandosi loro per le parole altrui.” Un passaggio che sposta lo sguardo: accanto a chi sbaglia, c’è una maggioranza silenziosa di giovani che sceglie toni civili, che comprende il valore delle istituzioni e che sente il bisogno di prendere le distanze da comportamenti inaccettabili.
La decisione di rimuovere il post, dopo la cancellazione dell’account da parte dell’autore del messaggio, chiude formalmente la vicenda. Ma il dibattito resta aperto. Se episodi come questo possono servire a riaccendere l’attenzione su temi come l’educazione, il rispetto e il ruolo delle famiglie, allora forse – come qualcuno ha osservato – anche da un fatto negativo può nascere un’occasione di crescita. Perché il rischio più grande non è l’insulto in sé, ma l’assuefazione. E la risposta di Modica, in questo caso, dimostra che quella soglia non è stata superata.
E proprio nelle parole finali della sindaca si intravede una direzione: “Sono loro la Modica del domani e sono loro la certezza che Modica sarà sempre una grande Città.” Tra ombre e segnali di speranza, il futuro passa da qui.
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