IN POCO TEMPO CON RUSPE E TRATTORI HANNO INGHIOTTITO IL MEGLIO DELLA NATURA

A volte è piacevole soffermarsi su usi e costumi della gente di un posto stigmatizzati in racconti o poesie che descrivono luoghi e personaggi di una comunità. Scopriamo così che nulla cambia, come nella magnifica poesia di Meno Assenza in cui descrive, come in un quadro, il rincorrersi dei muri a secco, monumenti unici che firmano la Contea di Modica; al contrario, a volte, tutto cambia. Questo cambiamento è testimoniato, per esempio, nella poesia “A Taormina re putiari” della poetessa Franca Cavallo. La prima quartina già dichiara un cambiamento tanto nell’aspetto quanto nella sostanza. “Cina ri vigni, ficu e ficumora, c’era na vota ‘a spiaggia ri “Ciucciuri; si c’arrivava ppi na trazzera sula e spatti a cavaddu ri na mula”. Certo è toccante pensare che la spiaggia della Contea di Modica, Patrimonio dell’Umanità nel suo oro macchiato di verdi alberi da frutta sia oggi ridotta ad un ammasso di costruzioni, alcune persino riunite in associazione per preservare non tanto il verde quanto l’edificato, con un nome tanto esotico quanto criptico di Villaggio U.C.A.: Unione Case Abusive! Certo oggi a spiaggia si arriva da più parti ma nella sostanza di “trazzere” si tratta considerate le condizioni del manto stradale, e a ben vedere si arriva a non a cavallo di mule ,che al massimo potrebbero sporcare, ma a cavallo di bolidi che oltre a sporcare fanno un gran fracasso per la buona pace dei villeggianti! “Puoi coccarunu, susiennisi a matina, ci cangiau nomu e la ciamau Marina”. Su questo punto è bene soffermarsi un momento su un atteggiamento tipico dei  Modicani. Siamo un popolo abituato ai cambiamenti repentini e a sorpresa! Il primo che si alza al mattino cambia tutto e i cittadini si adeguano. Un esempio per tutti? I sensi unici alternati. A Modica sono alternati non tanto per il fatto che in un senso si va e in un altro si viene ma l’alternanza sta nel fatto che laddove ieri si saliva oggi si scende. Al cittadino, che non si sorprende più di tanto, il compito di informarsi! Bellissima è la descrizione del cambiamento della costa citato dalla poetessa che in poche righe dipinge fatti e misfatti di una cementificazione selvaggia: “E ‘ntiempu nenti, cu ruspi e cu trattura, s’agghiuttieru lu miegghiu ra natura… Spuntau macari, ‘nvillaggiu ‘i bungalò c’avia trenta turisti si e no”. In questo caso la descrizione è così puntuale che parla chiaro da sé. Certo qualcuno obietterà che  un villaggio turistico porta gente da fuori e dunque crescita economica. Sì, questo è ciò che accade di solito, ma non così per Marina di Modica. Quei trenta turisti sono oggi si e no una cinquina scarsi a giudicare dai cartelli che dichiarano in affitto case che resteranno chiuse anche per questa stagione! “Puoi dduoppu tiempu nasciu u lungomari pi ddari a tutti u luocu unni passiari”  le intenzioni erano delle migliori ma a fronte del fatto che c’è un gran bel lungomare, lo stesso è praticamente deserto undici mesi e mezzo l’anno: fatto salvo il periodo di ferragosto la gente preferisce passeggiare in altri ludi dove magari c’è una forma di attrazione turistica alternativa al passeggio. La poesia conclude in maniera amara ma anche in questo caso qualcosa è cambiato: “ I muricani su truppu priati c’hanu ‘sta spiaggia pi passari a stati (fin qui nulla di nuovo), “ma nun sanu ca a gghenti che rinari ‘a ciamanu: a Taormina re putiari!”. Oggi giorno, in un momento economicamente difficile, in cui gli esercizi commerciali non chiudono per ferie se non per un paio di giorni a cavallo di ferragosto, è quanto meno anacronistico definire Marina di Modica ‘ A Taormina re putiari, a ben vedere i commercianti e non solo loro, sono tutti a lavoro e di andare in vacanza da quelle parti non se lo sognano nemmeno! (Marcella Burderi)

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