Imprese: a Ragusa oltre la metà degli incassi va al fisco

Ragusa è al 44.mo posto in Italia per tassazione alle imprese con il 51,9%, inferiore di 0,8% rispetto al Total tax rate (Ttr) nazionale del 52,7%.

Rapporto Cna

E’ quanto emerge dai dati del rapporto Cna “Comune che vai fisco che trovi”. Bolzano, con il 47,7%, è la città in cui la tassazione delle imprese è più bassa, con il 58%, invece quella dove è più alta. In terra iblea le imprese potranno festeggiare il 7 luglio prossimo il cosiddetto “tax free day”, vale a dire  la data per liberarsi dagli impegni col fisco. Come dire: nei primi 6 mesi e sette giorni dell’anno, gli incassi servono a pareggiare il conto con il fisco, dall’Irpef all’Imu.  
“Nei territori del Paese dove i servizi sono peggiori si pagano più tasse e di questo bisogna andare a discutere con chi ci governa anche sui territori. Il 5 maggio saremo con la confederazione nazionale a Palermo con i ministri Fitto e Musumeci per parlare di Sud perché il Sud è un tema in questo Paese”, afferma il presidente della Cna, Dario Costantini.

L’elenco: Irpef, Imu, Tari…

A pesare maggiormente sulle imprese è l’ammontare di tassazione degli immobili produttivi ai fini Imu e l’aliquota Tari. La Cna chiede quindi di ripristinare equità nel prelievo Irpef, equiparando le detrazioni in base alla natura dei redditi, introdurre una tassazione premiale per le imprese più efficienti ed efficaci, una tassazione proporzionale ridotta per i redditi lasciati in azienda, come per le società di capitali, completare l’eliminazione dell’Irap, la riforma del catasto avvicinando il valore catastale al valore commerciale degli immobili.  

Le richieste

Agevolare il passaggio generazionale con la neutralità fiscale per le cessioni d’azienda, ridurre gli oneri amministrativi attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica. Inoltre, per effettuare una seria riduzione degli oneri amministrativi, secondo la Cna è necessario eliminare tutte le norme che, per le stesse finalità di contrasto all’evasione, obbligano all’invio dei dati ovvero limitano l’esercizio di importanti diritti.
Inoltre, l’esonero dall’invio dei dati delle liquidazioni Iva; una forte riduzione della ritenuta dell’8% sui bonifici relativi alle spese per cui sono concesse detrazioni fiscali; l’incremento ad almeno 50.000 euro del limite per il visto di conformità per compensare di crediti Iva e imposte sui redditi; la soppressione dello split ePayment e dei regimi di reverse charge. Infine. È da rivedere il trade-off tra semplificazione ed equità nel prelievo. Per Costantini, “abbiamo bisogno che ci si renda conto che il 98% delle imprese sono piccole e troppo spesso abbiamo l’impressione che questo Paese non se ne accorga”.

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