IL TRASPORTO DI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI DALLA SICILIA AI MERCATI DEL NORD EUROPA

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Sin dall’inizio degli anni ’60, periodo in cui nasce e si sviluppa il processo di rivoluzione agraria più consistente che la Sicilia abbia mai avuto, i produttori siciliani hanno dovuto misurarsi con le difficoltà di trasporto dipendenti dalle enormi distanze che ci separano dal resto dell’Europa. Il boom della serricoltura e dell’orticoltura da pieno campo hanno posto sin da allora il problema del trasporto dei prodotti agricoli freschi nei mercati del nord Europa. Per la carota della zona di Ispica, ad esempio, in quegli anni il trasporto verso il Nord avveniva con i vagoni ferroviari. La carota veniva trasportata allo scalo ferroviario di Ispica, di Pozzallo e di Scicli e caricata alla rinfusa sui vagoni dove, lateralmente, venivano posti dei grossi blocchi di ghiaccio per una migliore conservazione, in quanto il viaggio durava diversi giorni. Proprio per questo notevole consumo nacquero una fabbrica di ghiaccio a Ispica (Spadaro) ed una a Pozzallo (Ricca). Ma la necessità attuale di soddisfare la crescente domanda di prodotto fresco trova oggi difficoltà sempre più marcate per l’inadeguatezza dei trasporti. La persistente precarietà del sistema dei trasporti rappresenta ancora uno dei principali ostacoli allo sviluppo imprenditoriale della provincia e rende ancora più evidente l’isolamento del sistema economico di questo territorio rispetto ai più importanti nodi urbani regionali e nazionali. Il trasporto merci in Sicilia ha tre alternative: trasporto su strada, trasporto via mare. trasporto su ferrovia trasporto su linea cargo aerea.  La prima alternativa è quella attualmente scelta dalla maggioranza delle imprese, ma presenta problemi notevoli da Roma in giù e in Sicilia in particolare. La rete stradale è insufficiente e obsoleta, prevalendo le arterie provinciali e registrando una totale assenza di autostrade che consentirebbero collegamenti più rapidi ed efficienti. Ad esempio, la strada di principale collegamento per la provincia di Ragusa, la SS 514, ha un’impostazione vecchia di quasi un secolo, curve molto strette, fondo stradale pessimo, limiti di velocità paralizzanti, inoltre è utilizzata indifferentemente non soltanto da autoveicoli, ma anche da traffico locale (motocarri, macchine agricole), con conseguenti rallentamenti e intasamenti. Per tale tipo di trasporto non si prevedono imminenti miglioramenti sia nel breve termine che nel lungo, visto che la realizzazione di un’apposita arteria di drenaggio dei flussi veicolari a monte dell’attuale rete costiera, la realizzazione di tratti autostradali e il raddoppio della SS 514 sono ancora inesistenti. La seconda alternativa sono i traghetti, ma i collegamenti con gli altri Paesi europei, abbastanza frequenti dai porti della Sicilia occidentale (Palermo, Termini Imerese e Trapani), sono limitati di numero nei porti della Sicilia orientale (Catania e Messina). Il porto di Pozzallo di contro è carente delle strutture necessarie per la gestione di ingenti volumi di merci, inoltre, è fortemente penalizzato dalla inadeguatezza della rete stradale di collegamento. L’ultima alternativa, quella ferroviaria, è al momento praticamente insufficiente; le infrastrutture ferroviarie e i mezzi viaggianti sono assolutamente inadeguati a fornire prestazioni significanti in materia di trasporti veloci e affidabili, precludendo di fatto un suo utilizzo sistematico per i traffici commerciali. Auspicabile sarebbe il previsto completamento del sistema ferroviario con l’insediamento di nuovi tracciati per consentire una maggiore fluidità del traffico merci soprattutto della zona di Comiso – Vittoria – Pozzallo. E’ assolutamente necessario che tale sistema di trasporto venga adeguato alle necessità attuali perché rappresenta sicuramente il modo più sicuro ed economico per risolvere il problema del trasporto dei prodotti agricoli dal luogo di produzione a quello di consumo. Assolutamente non trascurabile, infine, è l’aspetto ambientale in virtù del minor inquinamento che tale sistema produce. Di fatto, nessun miglioramento è stato fatto in questa direzione e, anzi, alcuni scali ferroviari, come quello di Ragusa, già carente, sono stati chiusi. Sul trasporto cargo via aerea con partenza dall’aeroporto di Comiso c’è da fare un lungo e articolato discorso che ci impegniamo a sviluppare il più presto possibile stante il momento storicamente determinante dello scalo degli Iblei. (Martina Celestre).

 

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