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Il GAL Terra Barocca ha promosso confronto con le associazioni ambientaliste. Sarà adottato il protocollo Bio Golf


Il GAL Terra Barocca ha promosso un’occasione di confronto con i rappresentanti dei quattro circoli iblei di Legambiente sull’idea di progetto che alcuni investitori hanno presentato nei mesi scorsi per la nascita di un vero e proprio Distretto Barocco del Golf. Si intende utilizzare alcuni campi già esistenti o in itinere tra le province di Ragusa e Siracusa e si immagina di creare altri tre campi da golf secondo un accordo di programma futuro che prevede investimenti economici esclusivamente privati.

Nei mesi scorsi gli ambientalisti locali avevano manifestato, dal proprio punto di vista, alcune criticità. Aspetti su cui il GAL Terra Barocca ha voluto avviare un confronto proseguendo la sua azione di apertura e ascolto del territorio. Per il GAL sono intervenuti il presidente Ignazio Abbate, i consiglieri che rappresentano la parte pubblica dei Comuni e cioè il vicesindaco di Ragusa, Giovanna Licitra, l’assessore Giorgio Belluardo per il Comune di Modica, l’assessore Francesca Giambanco per il Comune di Scicli, l’assessore Giuseppe Barone per il Comune di Ispica e il consigliere Giovanni Gurrieri in rappresentanza della parte privata.

Per Legambiente sono intervenuti Anna Alì del circolo Sikelion di Ispica, Alessia Gambuzza del circolo Kiafura di Scicli e Enzo Barone del circolo Il Melograno di Modica (rappresentavano anche il circolo Il Carrubo di Ragusa). Per approfondire meglio l’idea di progetto riguardante il Distretto Barocco del Golf è intervenuto online Federico Vanetti in rappresentanza del pool di investitori privati che, amanti della Sicilia, vogliono investire sul golf immaginando una nuova logica che mira alla sinergia tra più campi di golf e contemporaneamente tuteli la salvaguardia dell’ambiente. Come già indicato nell’intesa approvata dai Comuni e dalla Regione, non vengono previsti incrementi di volumetrie edili o la nascita di strutture turistiche a supporto dei nuovi campi ma piuttosto si andrà a riqualificare l’esistente solo per i servizi a supporto dell’attività sportiva. Sotto l’aspetto gestionale c’è l’idea di coinvolgere gli operatori del territorio.

Ma l’aspetto più importante è quello riguardante l’applicazione del protocollo del “Bio Golf” che è stato approvato da Legambiente nazionale, dal Wwf, da Federparchi e da Federgolf. Un protocollo che è stato preso come modello per la nascita del Distretto Barocco del Golf, lasciando inalterati la morfologia del territorio (muretti a secco, ulivi, carrubi) in cui si interverrà e avviando buone pratiche tese a ridurre, ad esempio, i consumi idrici. A tal proposito il GAL ha invitato a partecipare al confronto i componenti del team che ha redatto a livello nazionale il protocollo “Bio Golf” con l’obiettivo di fornire specifiche informazioni. Sono intervenuti, collegati online, Sebastiano Venneri di Legambiente, Giampiero Sammuri di Federparchi, Gaetano Benedetto del Wwf.

Tutti hanno spiegato l’importanza del protocollo che, anche per il Distretto Barocco del Golf, potrà rappresentare non solo la strada maestra a cui attenersi ma anche il valore aggiunto. Obiettivi che gli investitori da sempre condividono. A concludere i lavori è stato il presidente del GAL, Ignazio Abbate, che facendo sintesi del dibattito e anche delle proposte operative emerse, come quelle di un confronto successivo direttamente tra i Comuni e le locali associazioni ambientaliste, ha ulteriormente chiarito il ruolo svolto dal GAL, cioè quello di facilitatore come già avvenuto per i progetti di promozione turistica per il territorio. Chiarito che l’idea del Distretto non ha ancora un progetto operativo essendo nella fase embrionale, il compito del GAL, teso a far conoscere il progetto anche ai rappresentanti istituzionali e agli operatori locali, è da considerarsi concluso. Toccherà infatti poi agli investitori proseguire con il proprio progetto e ai Comuni valutarlo secondo le scelte strategiche territoriali.