IGNAZIO NICOSIA FA LE PULCI AI CONTI SU VITTORIA

Il consigliere Ignazio Nicosia critica il metodo di gestione  dell’Amministrazione provinciale, ormai in fase di scioglimento, soprattutto per  la mancata omogeneità  di trattamento di tutto il territorio ibleo. Nicosia ha infatti richiesto e ricevuto dagli uffici di ragioneria dell’ente  provinciale tutti i bilanci relativi agli anni dal 2002 alo 2011. Tale richiesta è nata dal desiderio di conoscere, almeno in parte, l’attività svolta dalle amministrazioni che hanno governato la nostra provincia durante il suddetto periodo. Nicosia dichiara: “Spulciando i documenti in mio possesso si evince un modo distratto di gestire le risorse destinate alle promozioni economiche, culturali e sportive invece che professionale. Sarebbe stato più opportuno porre sotto attenzione molto di più i soggetti fonte di sviluppo del territorio e di aiuto alle imprese in base alla loro valenza ed alla ricaduta economica sul territorio. Una fra tutte la Fiera Emaia, un ente che  propone cinque edizioni fieristiche all’anno e che attira nel nostro territorio decine e decine di migliaia di visitatori provenienti da tutte le parti della Sicilia ed oltre. Invece, dai documenti consultati esce fuori un quadro diverso. Quelle poche risorse di contributi destinati al versante ipparino hanno favorito soprattutto una manifestazione estiva chiamata “Beach soccer” svoltasi a Scoglitti nel mese di agosto per la durata di 2 giorni con presenze di 2500 spettatori, così come dichiarato dal suo patron, il consigliere provinciale Fabio Nicosia. La suddetta manifestazione ha addirittura ricevuto, nel solo anno 2009, la fantastica cifra di 45.500 euro rispetto ai 12.911 euro  concessi alla Fiera  Emaia. Continuando nello studio dei documenti emerge che dal 2002 al 2010 l’Amministrazione provinciale ha elargito 117.778,95 euro all’ente Emaia e 174.100 euro alla manifestazione “Beach soccer”. Dopo aver toccato, documenti alla mano, questa amara realtà non si può essere contenti di tale gestione amministrativa e l’aver votato con un no il conto consuntivo è stato un atto dovuto”.   

 

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