Fumare in Italia: quello che i visitatori devono sapere

Per i fumatori la situazione in Italia non è semplice. Il consumo di tabacco è infatti vietato in molti ristoranti e luoghi pubblici. Tuttavia esistono anche alcune lacune normative, poiché non ogni forma di consumo di nicotina rientra automaticamente nel classico divieto di fumo. Dove è consentito fumare e chi può ancora farlo, lo spiega questo articolo.

Cosa è consentito e cosa no?

L’Italia ha inasprito le proprie regole sul fumo, come molti altri Paesi europei. Dal 2005 è in vigore un divieto di fumo a livello nazionale in tutti gli spazi pubblici chiusi. La base giuridica è la cosiddetta “Legge Sirchia”. In concreto, è vietato fumare sigarette in ristoranti, bar, caffè, discoteche, uffici, edifici pubblici, ospedali e scuole. Il divieto riguarda in molti casi anche le sigarette elettroniche negli ambienti interni.

Da allora in Italia è consentito fumare solo in aree appositamente predisposte e separate. Per chi non vuole rinunciare al consumo di tabacco, esistono diverse alternative. Una di queste sono piccoli sacchetti da posizionare nella bocca. Sono conosciuti con il nome di “Snus” e provengono dalla Norvegia. Snus cos’è? Si tratta di un prodotto contenente tabacco che viene consumato senza combustione. Il sacchetto viene inserito tra la gengiva e il labbro superiore, permettendo l’assorbimento della nicotina attraverso la mucosa orale. A differenza delle sigarette, non si produce fumo e quindi non rientra nei classici divieti di fumo. 

Snus: in Italia vendibile solo in modo limitato

I prodotti Snus possono essere consumati in Italia, ma non sono liberamente venduti. Esiste infatti una direttiva dell’Unione Europea che vieta la vendita di tabacco per uso orale in tutti gli Stati membri. In pratica ciò significa che lo Snus contenente tabacco non può essere commercializzato regolarmente in Italia. Il possesso privato di piccole quantità per uso personale non è espressamente punibile, ma la vendita è vietata.

Da distinguere sono le cosiddette bustine di nicotina senza tabacco. Queste contengono nicotina, ma non tabacco. Si trovano in una zona grigia dal punto di vista giuridico e sono in parte disponibili sul mercato, pur essendo anch’esse soggette a regolamentazioni nazionali e a specifiche disposizioni fiscali.

Sanzioni in caso di violazione

Chi non rispetta il divieto di fumo deve fare i conti con sanzioni in Italia. Le multe possono variare generalmente tra 27,50 euro e 275 euro. L’importo aumenta se si fuma in presenza di donne in gravidanza o minorenni. Se i gestori di un locale consentono di fumare, le sanzioni possono arrivare da 220 euro fino a 2.000 euro. In caso di violazioni ripetute, le autorità possono disporre persino la chiusura temporanea dell’attività.

In molte città è inoltre in vigore il divieto di fumo anche all’aperto (ad esempio a Milano). Residenti e visitatori devono prestare particolare attenzione, poiché anche in questi casi le multe vengono applicate in modo rigoroso.

Oltre a Milano, negli ultimi anni anche altre città italiane hanno inasprito le proprie normative. Tra queste figurano Torino, Bologna, Verona e alcune zone di Roma, dove in determinate aree – come parchi, fermate degli autobus o nei pressi delle scuole – vigono ulteriori divieti di fumo.

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